martedì 31 gennaio 2012

COOKIES AMERICANI

Ho provato questa ricetta di Camilla Monteduro, e visti i risultati ve la devo proprio proporre.

Ecco la ricetta originale (tra parentesi le mie variazioni)

COOKIES ALL’AMERICANA dose per circa 30 biscotti grandi

Ingredienti:
200 gr. di cioccolato in gocce (io ne avevo solo 150 e sono sufficienti)
300 gr. di burro (ne ho usato 250 e va bene)
225 gr. di zucchero di canna (ho usato quello bianco perché mi sono accorta all'ultimo di non avere quello di canna integrale)
30 gr. di miele
450 gr. di farina (bio tipo 0)
6 gr. di bicarbonato di sodio (ho usato mezza bustina di lievito per dolci)
Vaniglia natulare
1 pizzico di sale

Mettere nella planetaria la farina, e il burro morbido a tocchetti, unire lo zucchero di canna, il bicarbonato, il miele, la vaniglia, e si inizia a mescolare con la foglia, quando è quasi completamente impastato si aggiungono le gocce di cioccolato, si mescola ancora un momento. L'impasto deve essere grossolano, non ancora a palla, ma se vedete che è proprio troppo indietro, potete aggiungere un cucchiaio di acqua e dare un giro di impastatrice. (io ho dovuto aggiungere 3 cucchiai di acqua per avere un impasto unito ma non ancora a palla.

Si estrae l'impasto dall'impastatrice, su un foglio di carta da forno si compatta bene il tutto velocemente e gli si da la forma di un grosso salame che si avvolge con la carta e si mette in frigorifero per almeno un ora.
Per fare i biscotti, si tagliano delle fette di circa un cm di spessore ridando la forma arrotondata, che vanno messe distanziate sulla teglia coperta di carta da forno.
Infornare a 180 gradi per 15 minuti, verificare che siano cotti, devono essere croccanti all’esterno e morbidi dentro. Lasciare raffreddare prima di sformarli perché da caldi sono ancora friabili, una volta raffreddati diventano solidi.

Mi raccomando distanziateli bene perché aumentano di volume e non volete avere il risultato che ho ottenuto io, come si vede dalla foto, i miei si sono attaccati e una volta usciti dal forno ho passato il coltello in mezzo per dividerli, così quando sono stati freddi si sono separati facilmente.

Sono bruttarelli come vedete ma sono veramente ottimi.
Note:
- usando lo zucchero bianco, si potrebbero ridurre ancora un po' le dosi, perché sono comunque parecchio dolci
- la ricetta prevede dei biscottoni come si fa in america, ma si possono benissimo fare dei salamini più piccoli per ottenere dei biscotti di taglia normale.

Si conservano per diversi giorni in una scatola di latta o in un sacchettino ben chiuso (ma non dureranno ve lo assicuro!)


lunedì 30 gennaio 2012

OGGI




Ha nevicato ininterrottamente tutta la notte, ieri l'Architetto aveva spalato, ma ne sono scesi almeno altri 15 cm durante la notte. In totale ne saranno scesi circa 40 cm.
Spettacolo siberiano!
Se non fosse che poi si deve spalare, mi piace tantissimo il paesaggio innevato, l'aria secca e pulita, il silenzio anche diurno, le macchine passano piano, senza sgommare, si sentono solo i cinguettii degli uccellini che non trovano cibo. Una meraviglia.
A proposito, per quanto possibile agli uccellini pensa mia mamma che continua a distribuire biscotti in un vassoietto, solitamente lo mette su un tavolo in mezzo al cortile, ma visto che è sepolto da una coltre di neve, lo mette sulla panchina al riparo, non senza averglielo fatto vedere prima.
Loro ormai lo sanno e aspettano impazienti la razione quotidiana di savoiardi, si perché le briciole di pane le mangiano, ma preferiscono di gran lunga i biscotti.

Dopo le foto notturne, ecco le foto che ho fatto questa mattina:

domenica 29 gennaio 2012

Nevica da ieri sera!

Nevica da ieri sera, era relativamente bagnata quindi non destava grossi problemi, ma con le ore serali di oggi si è man mano asciugata ed ecco il risultato:

giovedì 26 gennaio 2012

Yogurt home made

Eccoci con le mie prime esperienze di yogurt fatto in casa.

A dire il vero non sono proprio le prime esperienze, avevo già fatto alcuni tentativi qualche anno fa, poi avevo messo la yogurtiera in pensione perché non riuscivo ad ottenere dei risultati soddisfacenti. In Francia ci sono un sacco di bloggers che fanno yogurt con ottimi risultati, quindi ho deciso di prendere ispirazione da una di queste, in particolare da qui, questa blogger ha ricettine di ogni genere, e ci sono delle belle idee anche in fatto di prodotti da forno.

Ecco quindi la ricetta dello yogurt al caramello ripresa da lei, direi che è un'ottima base per poi spaziare a volontà

Ingredienti:

1 litro di latte intero
1 yogurt naturale intero non zuccherato (io ho preso quelli compatti di Lidl)
Latte in polvere (si trova quello scremato nei grossi supermercati, io l'ho trovato da Esselunga, ma ho visto che nei negozi di prodotti etnici, si trova anche quello intero, comunque per ora ho usato quello scremato)
25 caramelle mou

Procedimento:

mettere a scaldare in un tegame la metà del latte e tutte le caramelle mou, mescolare fino a che siano perfettamente sciolte,
togliere il tegame dal fuoco e versare il contenuto in una terrina ampia, aggiungere il latte freddo, mescolare bene, aggiungere 3 cucchiaiate colme di latte in polvere, mescolare bene.
Verificare la temperatura (basta immergerci un dito, se sopportate bene potete andare avanti, diversamente attendete qualche minuto), prima di aggiungere il vasetto di yogurt e sbattere bene con una frusta.
Fatto, a questo punto meglio assaggiare, con 25 caremelle mou, si ottiene un prodotto leggermente dolce ma non dolcissimo, quindi se lo desiderate più dolce, potete aggiungere un pochino di zucchero (zeffiro oppure a velo, ma di quello senza fecola), deve sciogliere rapidamente, oppure potete usare una puntina di stevia, diciamo che la punta di un coltello dovrebbe essere sufficiente, meglio andarci piano, assaggiare e se occorre aumentare la dose, se doveste eccedere rischiate di rovinare il risultato finale.

Una volta che il preparato ha la dolcezza desiderata, si mette nei barattoli e si pongono nella yogurtiera per circa 10 ore, poi si refrigera il prodotto per almeno 2 ore prima di gustare.

Risultato:
io ho fatto la versione base, quindi il gusto era leggermente dolce e molto piacevole a mio parere, mia mamma che è una dolciona, lo ha trovato poco dolce e abbiamo aggiunto un pizzico di stevia direttamente nel barattolo e mescolato per bene.

Ecco la foto di come si presenta:

mercoledì 25 gennaio 2012

Brownies alla stevia e senza frumento

Eccomi con la prima ricetta collaudata alla stevia, si tratta di una ricetta che usa ingredienti insoliti. Io ho fatto una parte dell'impasto in formato brownies (cioè tagliati dopo cottura) e per la seconda parte ho usato uno stampo di silicone per mini muffins.
Non c'è grande differenza tra i due, ma i mini muffins sono risultati un pochino più croccanti all'esterno proprio perchè erano cotti in mono porzione.

Ecco gli ingredienti:

½ tazza di cacao in polvere
1/3 di tazza di olio di oliva
1 scatola o 1 brick di fagioli bianchi a scelta (non fa differenza il tipo)
1/3 di tazza di salsa di mele non zuccherata (frutta cotta di 3 mele sbucciate con cannella) dolcificata con una punta di coltello di stevia pura (meno di ¼ di cucchiaino)
2 uova intere
1 tazza di fiocchi di avena
¼ di cucchiaino di cannella in polvere (si possono usare tutte le spezie che si desiderano)
½ bustina di lievito per dolci
Un pizzico di vaniglia, un pizzico di sale
Noci, mandorle, pistacchi ecc… facoltativi
Zenzero candito a pezzetti facoltativo (lo zenzero è candito con lo zucchero)

Procedimento,
mettere tutti gli ingredienti eccetto quelli facoltativi, in un robot da cucina e frullare fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungere lo zenzero se gradito e le noci e versare il tutto in una pirofila imburrata e foderata con carta da forno oppure in stampini individuali e infornare a 180 gradi per 25-30 minuti o fino a che i brownies siano cotti (prova dello stecchino).

Ed ecco il risultato

Il sapore è interessante e se non si sa che è fatto con i fagioli nessuno lo indovina. Mi sono tenuta leggera con la stevia proprio per evitare l'effetto accumulo, ne ho messa meno di quanta richiesta dalla ricetta, assaggiando l'impasto si può cercare di trovare la giusta concentrazione che fa per voi.
Nota: la salsa di mele l'ho preparata con delle renette bio cotte in pochissima acqua, in modo che non ne rimanesse alla fine e ho frullato il tutto, erano buonissime e già dolci così, la stevia comunque nella frutta sta molto bene.


Sto anche facendo nuovi esperimenti di produzione dello yogurt in casa, mia mamma ne è una grande consumatrice, soprattutto dolci, e quelli del commercio contengono ogni sorta di ingredienti che non dovrebbero esserci. Nel prossimo post vi faccio vedere la prima produzione, vi anticipo che essendo il primo non l'ho fatto con la stevia, perchè l'ho fatto aromatizzato al caramello, ma ho scoperto che la stevia per dolcificare lo yogurt è perfetta, quindi seguiranno degli esperimenti proprio di yogurt alla stevia.

Vita da Gatti

Solo un piccolo aggiornamento sulla salute dei Micetti.

Morgan (quello peloso) sta incredibilmente meglio, dico incredibilmente perchè il quadro clinico era molto critico e il veterinario era molto perplesso. Sta mangiando con piacere e i suoi linfonodi si stanno sgonfiando. In compenso ha fatto un'allergia all'antibiotico e ha avuto uno sfogo tipo varicella. Il Vet. era estremamente stupito e ha fatto ricerche presso i suoi colleghi perchè con quel farmaco a lui non era mai capitato (è a capo di una clinica veterinaria da molti anni). Risultato una sua collega gli ha confermato che a lei erano capitati alcuni casi, quindi è proprio il farmaco.
Lo sfogo sta andando via, per ora sembra sfregiago a causa dei brufoli ma sta migliorando, come terapia per ora continua a prendere l'interferone perchè il suo è un quadro comunque da seguire con attenzione.

Passiamo a Merlino, che non volendo essere da meno del fratellino, ha pensato bene di svegliarsi un mattino con la parte superiore della testa gonfia come un palloncino, era gonfio fino agli occhi che non riusciva a tenere ben aperti e aveva del tutto perso quella sua espressione da micio con gli occhi sbarrati. Naturalmente corsa dal veterinario che molto stupito ha dedotto che doveva essere un'allergia a qualche cosa, forse era stato punto da qualche insetto, quindi antibiotici e cordisone. Nel pomeriggio abbiamo visto che stava sgonfiando e adesso va meglio.
Ieri li abbiamo portati entrambi al controllo, anche perchè Merlino aveva un gonfiore dietro all'orecchio, è stato palpato da 4 veterinari diversi e tutti hanno detto che sembrava solo un residuo del problema precedente, quindi altra puntura e sono entrambi da rivedere venerdì.

Alla fine il nostro veterinario di fiducia mi guarda e mi dice: "ma... voi, dei gatti normali no vero?", pare che i casi strani capitino sempre a noi, persino Lilli la cagnolina, anni fa aveva sviluppato uno strano fenomeno respiratorio che a me sembrava asma, e che nei cani è piuttosto rara in quella forma, il vet. sosteneva che era improbabile che fosse un allergia, perche nei cani non si manifestano così, risultato: Lilli è allergica ad alcuni tipi di cibo per animali e visto che a volte va a rubacchiare il cibo dei gatti, malgrado le nostre attenzioni, ce ne accorgiamo perchè le vengono gli attacchi di asma. Naturalmente io evito quei prodotti anche per i gatti, ma a volte si stratta di prodotti nuovi e lei che vuole competere con i gatti, appena giriamo gli occhi cerca di andare a leccare nelle loro ciotoline.

venerdì 20 gennaio 2012

Cucinare con la stevia

Ho pensato di inaugurare un nuovo argomento, "Cucinare con la Stevia".
Vi ho già parlato della stevia in passato qui, qui, e qui, ma prima di passare alle ricette vere e proprie, vorrei darvi alcune delucidazioni, visto che può sembrare difficile da usare all'inizio.

Innanzi tutto una precisazione, non vi parlerò di come usare le foglie della pianta, in quanto il suo uso è relativamente semplice ma anche limitato, può servire soprattutto per dolcificare le tisane, ma lascia un consistente retro gusto di liquirizia. Si può usare anche seccata con gli stessi usi e caratteristiche, se usata per dolcificare un dolce, oltre al retrogusto tende a colorare tutto di verdastro, quindi è forse poco pratica.
Vi parlerò invece dei principio attivi estratti dalla stevia: lo stevioside e il rebaudoside che servono per ottenere la polvere dolcificante.

La stevia è stata approvata come dolcificante dall'unione europea che ha lasciato ai singoli paesi la scelta di quando introdurla. La Francia è stato il primo paese ad introdurla già nel 2009 e si trovano ormai con facilità vari prodotti di uso commerciale dolcificati con la stevia.
So che in Italia doveva essere in arrivo un prodotto distribuito da Misura a base di un mix di stevia e altro, ma non l'ho ancora visto negli scaffali.
La Germania la produce e la commercializza da diversi anni come prodotto "cosmetico" per l'Europa.

Detto tutto questo, occorre anche sapere che non tutta la stevia in polvere è uguale, occorre saper scegliere in funzione delle proprie necessità. La stevia può avere fino a 400 volte il potere dolcificante dello zucchero, dipende dalla provenienza della pianta e anche dalla preparazione. Per esempio, le pastigliette in dispenser che si usano per dolcificare il caffè, sono meno dolci, anche perchè devono essere compattate per mezzo di un adiuvante. Indicativamente le pastigliette sono circa 30 volte più dolci dello zucchero, ma occorre sempre verificare presso il distributore.
Ci sono anche dei mix di stevia ed altri dolcificanti naturali come l'eritritolo o il fruttosio, nati con l'obiettivo di migliorare il prodotto e di ridurre il retrogusto, questi prodotti solitamente raggiungono tra 50 e 100 volte il potere dolcificante dello zucchero, o sono preparati per essere usat in dosi similari.
In realtà la stevia anche se dolcissima, è molto diversa dallo zucchero, anche a livello organolettico, nel senso che, a mio parere, non stimola gli stessi recettori sulla lingua, tuttavia ha un sapore estremamente persistente, con una tendenza all'accumulo, nel senso che se dosata in eccesso, quello che potrebbe sembrare normalmente dolce al primo assaggio, potrebbe diventare terribilmente dolce e fastidioso man mano che si mangia. Meglio quindi dosare per difetto che per eccesso, pena non riuscire a consumare la preparazione.

Tutte queste premesse fatte, non lasciatevi spaventare. Io preferisco usare il prodotto più puro in assoluto, anche se va usato con estrema parsimonia, quasi con un bilancino da farmacista.

Oltre ad imparare a dosarla, occorre imparare ad usarla in cucina, visto che lo zucchero all'interno di una ricetta, oltre a dolcificare crea massa e addensa, quindi, eliminandolo, per convertire una ricetta, occorre a volte sostituire questa massa con qualche altra cosa. Nella maggior parte dei casi è sufficiente aggiungere un uovo, ma potrebbe essere utile usare della salsa di mele o qualche altro accorgimento.
Quindi se non usate delle ricette già tarate per la stevia, è meglio fare delle prove prima.
Occorre anche verificare sempre presso il proprio distributore il potere dolcificante, perché come dicevo sopra, se si usa una stevia che dolcifica 300 volte di più, ne occorrerà un certo quantitativo, ma se si dovesse successivamente accquistare una stevia che dolcifica 400 volte di più, queste dosi dovranno essere ridotte .

Non voglio complicarvi troppo la vita per ora, quindi vi metto delle foto che ho trovato in un sito americano, che danno un'idea di come dosare la vostra polverina magica.

1 cucchiaino da caffè pieno= circa 2,5gr di stevia = 800 gr di zucchero
1 cucchiaino da caffè raso = circa 1,5gr di stevia = 400-450 gr di zucchero
1/2 cucchiaino da caffè raso = circa 0,75gr di stevia = 200 gr di zucchero
1/4 cucchiaino da caffè raso = circa 0,38gr di stevia = 100 gr di zucchero

La prossima volta inizio a mettervi una ricetta di prova, ne sto testando alcune anch'io.

giovedì 19 gennaio 2012

Crostata salata di Porri Buonissima

Ieri sera non sapevo cosa cucinare, apro il frigo e mi ricordo che avevo acquistato un grosso mazzo di porri e poteva essere l'occasione di farne andare un po'.

A noi i porri piacciono molto e quando li trovo belli bianchi e fini li acquisto sempre.
Solitamente li pulisco e li preparo pronti a cucinare, li taglio a pezzi lunghi una quindicina di centimetri e li metto nelle buste di plastica micro forate, la parte bianca separata dalla parte più verde. Uso quest'ultima per le minestre o quando cucino orientale e conservo la parte bianca per altre preparazioni o da mangiare crudi (l'Architetto adora il pinzimonio). Ma l'ultima volta che li ho acquistati erano bianchi e tenerissimi fino in cima, uno spettacolo!

Come dicevo ieri sera decido che avrei potuto cucinare un po di questi porri, ho quindi preso il sacchetto che conteneva i gambi e ho preparato una minestra di patate e porri e una crostata di porri.

Per prima cosa ho chiesto all'Archi. di pelarmi 4 belle patate, io intanto tagliavo a tocchetti una manciata di gambi di porro, e ho banalmente messo tutto a cuocere insieme, coperto di acqua, una volta cotto il tutto ho salato, aggiunto una grattata di noce moscata, e condito con un paio di belle cucchiaiate di panna. Minestra fatta

Mentre questa cuoceva, ho preparato una rapida frolla nel robot mescolando velocemente circa 200 gr. di farina con circa 100 di burro e un mezzo cucchiaino di sale, ho aggiunto 1 uovo intero e impastato il tutto rapidamente. Dico circa perché in realtà ho usato la paletta di alluminio che tengo nel mio sacco di farina e sono andata ad occhio.

Ho poi steso la frolla (senza passarla in frigo) bucherellato la superficie e passata in forno per una decina di minuti.
Nel frattempo ho tagliato un'altra manciata di gambi di porro a fettine e li ho messi a stufare con una noce di burro in una padella, non devono colorire, solo stufare per bene. A fuoco spento ho aggiunto un cartoccio di panna da cucina, un uovo, una buona spolverata di noce moscata e aggiustato di sale.
Ho tolto dal forno il guscio semi cotto della crostata, l'ho riempito con il composto, e rimesso in fono fino a doratura della superficie.

E' venuta benissimo, purtroppo quando stavamo addentandola mi sono ricordata che non avevo fatto le foto.

Per darvi un'idea del risultato ho cercato in rete e ho trovato questa foto che è molto simile, in questo blog in francese, tra l'altro per chi legge il francese ci sono diverse altre idee di crostate salate interessanti.


Io l'ho accompagnata con la minestra, ma può servire da piatto unico accompagnata da una bella insalata.

domenica 15 gennaio 2012

Vita da Gatti

Purtroppo uno dei nostri nuovi micetti Morgan (quello più peloao) non sta bene, stiamo aspettando gli esiti delle analisi, ma la situazione si presenta molto seria, sospettiamo un linfoma. Il micetto ha tutte le ghiandole gonfissime ed è molto debole, stiamo facendo quello che si può in attesa degli esiti, antibiotici e addirittura l'interferone, ma temo proprio che, visto quanto sta male, la situazione sia molto compromessa.

Merlino si sente solo, cerca di giocare con Morgan, ma naturalmente lui non se la sente, quindi si limita a lavarlo e a dormire con lui.


Per le mani


Ricetta tanto semplice da essere praticamente ignorata da tutti.

In questo periodo è facile ritrovarsi con le mani a coccodrillo, ruvide e screpolate.
un sistema casalingo per idratarle velocemente è quello di fare dei banalissimi impacchi di olio di oliva extravergine nel quale si saranno messe poche gocce di olio essenziale di limone (mi raccomando olio essenziale, non olio profumato).

Io mi limito a mettere in una coppetta due dita di olio EVO, aggiungo 3-4 gocce di O.E. di limone, mescolo e poi immergo le unghie mentre guardo la tv, dopo una decina di minuni di immersione, facio colare abbondante olio sulle mani che massaggio a lungo. Si tratta di lasciare molto olio sulla pelle per almeno un altro quarto d'ora. Pasato il tempo (più tenete l'olio meglio è) si tampona con un tovagliolo di carta per eliminare l'olio in eccesso e si evita di lavarle per un po'.
Io lo faccio la sera, in modo che poi vado a letto e l'olio ha il tempo di agire. Non si sporcano le lenzuola perchè ormai l'ecceddente è stato tolto, l'importante è non usare sapone subito dopo.

Al mattino noterete che le mani sono decisamente migliorate. Nella maggioranza dei casi sono già belle lisce. Se le mani sono veramnte in brutte condizioni, potete ripetere l'impacco anche più volte a settimana, vedrete che in poco tempo la pelle recupererà moltissimo.
Naturalmente, l'olio avanzato, basta metterlo in un vasetto etichettato, pronto per essere riutilizzato.

venerdì 13 gennaio 2012

TISANA ANTIOSSIDANTE


Si tratta di una vera e propria sinergia di ingredienti antiossidanti, antisettici, antiinfiammatori e digestivi, formulata da un un etnofarmacologo americano il Dr.Duke. Ha lo scopo di prevenire problematiche infiammatorie, infettive, il Dr. Duke la consiglia anche come preventivo del tumore del colon.

Ingredienti:

100 gr. di the verde +
10 gr di ogniuna delle seguenti piante: camomilla (preferibilmente romana), chiodi di garofano, basilico sacro (tulsi*), zenzero, lavanda vera (angustifoglia), maggiorana, origano, rosmarino, salvia officinale.

a parte della curcuma in polvere.

Si pestano grossolanamente nel mortaio i chiodi di garofano, e si mescolano in un contenitore tutti gli ingredienti eccetto la curcuma. Conservare in un barattolo di vetro ben chiuso.

Preparazione:

si porta al primo bollore una tazza di acqua e si prepara un infuso fatto con 2 cucchiaini da the rasi di questa preparazione + 1 pizzico di curcuma. Lasciare in infusione per almeno 5 minuti.

Si prende 2 volte al giorno. Si può assumere con maggiore frequenza in caso di disturbi consistenti.

(*) Il Tulsi, o basilico sacro, si trova solo in alcune erboristerie molto ben fornite e dove vendono prodotti aiurvedici, si tratta di una pianta indiana, della stessa famiglia del nostro basilico, e viene usato per curare molti disturbi. Se non riuscire proprio a reperirlo, potete raddoppiare la dose di salvia della ricetta. In india viene anche usato per preparare un olio da massaggio da usare sui neonati.

mercoledì 11 gennaio 2012

CREMA AL WISKY

Era da parecchio che non mi dilettavo nella produzione di qualche nuovo liquore fatto in casa (limoncello a parte). Tra Capodanno e l'Epifania, quando finalmente ero riuscita a riposare un pochino, mi sono lanciata in una versione casalinga del Bai**ys.

Ho trovato in un sito inglese una ricetta i cui commenti erano parecchio lusinghieri e mi sono buttata.

Ingredienti per circa 2,5 litri di crema al wisky

1 bottiglia di wisky (possibilmente irlandese) io ho usato un wisky comune, (l'importante è non scegliere un prodotto troppo torbato)
245 gr di cioccolato al latte di buona qualità, le note specificano che si può abbondare tranquillamente, quindi se non volete avere un resto di cioccolato che gira usatene anche 300 gr.
2 lattine di latte concentrato zuccerato
2 lattine di latte concentrato non zuccherato (questo è più difficile da reperire, io lo trovo nei negozi di prodotti etnici)
590 gr. di "heavy cream" (io ho usato della semplice panna da cucina che è più densa di quella da montare, e ne ho usati 2 brick e mezzo)
0,2 gr. di caffè solubile (io ne ho usato un cucchiaino, è molto leggero e non avevo voglia di andare a prendere la bilancina di precisione)

Procedimento
La ricetta originale dice di sciogliere il cioccolato in un pochino di wiskey, ma a me non sembrava una buona idea scaldare il wisky, per non far evaporare l'alcool.
Quindi ho messo in un tegamino la panna da cucina e il latte concentrato zuccherato e li ho fatti scaldare, ho poi aggiunto il cioccolato tagliato a pezzetti e ho mescolato bene fino a farlo sciogliere completamente.
Ho travasato il tutto in un contenitore capiente (deve poter contenere almeno 2,5 litri) e ho aggiunto il latte concentrato non zuccherato mescolando molto bene.
Ho lasciato intiepidire (si deve poter mettere un dito dentro senza scottarsi) e ho finalmente unito il wisky, sempre mescolando bene.

Fatto, basta imbottigliare etichettare e mettere in un luogo fresco.

Si consuma freddo, e la ricetta originale diceva di lasciarlo riposare almeno un mese prima di assaggiare. Quest'ultima cosa è mooolto difficile da fare, perchè è già buono appena fatto.
Se volete provare a farlo, direi che questa è la stagione migliore, visto che si può tenere facilmente al fresco anche sul balcone, inoltre non è a mio parere un prodotto tipicamente estivo.
La gradazione alcolica finale è abbastanza debole, visto che il wisky all'origine fa 40 gradi, se lo si diluisce fino ad ottenere 2,5 litri, si arriva a poco più di 10 gradi.


foto tratta da: distilleriefranciacorta.it

martedì 10 gennaio 2012

Primo post del nuovo Anno

L'anno nuovo è ricominciato, abbastanza serenamente per quanto ci riguarda. Malgrado raffreddori ed influenze assortite in famiglia, per ora sto resistendo, l'Architetto è stato colpito anche lui ed è la prima volta da anni che fa alcuni giorni di assenza per malattia, si è preso la gastroenterite che gira in questo periodo, con febbre alta e tutto il corollario di problematiche addominali, ma sembra iniziare a migliorare un pochino.

I nostri micetti stanno crescendo per diventare dei piccoli vandali, fortunatamente ci sono delle ore della giornata in cui sono tranquilli e dormono, perché quando si scatenano corrono e si arrampicano ovunque. Difficile insegnargli le buone maniere, quello che non fa uno fa l'altro!

I loro problemi di gastroenterite sono migliorati sensibilmente, ma non sono ancora del tutto a posto, quindi aspettiamo ancora per le vaccinazioni. Comunque per ora non escono ancora di casa.
Sono sempre piuttosto timorosi, particolarmente al mattino e Merlino continua ad essere il più pauroso (poveretto, si vede che è stato maltrattato).
Morgan invece, tende a scappare quando ci spostiamo velocemente per casa, in compenso è molto più sereno, anche se lo stiamo soprannominando "Arsenio Gattinì" (da Arsenio Lupin e Houdini), perché è un mago dello scasso e della fuga.
Ha delle zampette velocissime con le quali apre tutti gli armadi che non siano chiusi a chiave.
La porta della nostra camera da letto è un pochino corta, quindi c'è uno spiraglio abbastanza largo alla base, visto che i micetti si infilavano sotto la porta chiusa ed invadevano la camera, abbiamo pensato di applicare un salsicciotto di quelli para spifferi alla base della porta, fissandolo con quelle puntine da disegno fatte a chiodino, con la testa di prastica colorata, che si usano sulle bacheche di sughero. L'idea era di tappare il buco temporaneamente in attesa che crescessero abbastanza da non riuscire più a passare sotto la porta.
Non è che ci dispiaccia se vanno in camera, ma Merlino in particolare, tende a "battezzarci" il piumone, e questa non è certo la stagione per lavarlo in continuazione.
Il fatto è che a Morgan il salsicciotto non è piaciuto molto, quindi a forza di dentini e zampette ha iniziato a far saltare i chiodini uno per volta, tirando a se il salsicciotto. Non sempre entrava in camera, ma non sopportava proprio l'idea di essere tagliato fuori, quindi lui toglieva i chiodini e noi li rimettevamo, sempre dal lato destro.
Ieri si è stufato e ha iniziato a scassinare anche il lato sinistro. Sperando che non avrebbero fatto danni li ho lasciati entrare...... e Merlino ha nuovamente bagnato il letto!
Risultato: io ho rilavato il piumone per l'ennesima volta, meno male che in Piemonte fa sole e c'è vento, e il Pargolo ha fatto una modifica alla porta applicandoci un'assetta alla base, sul retro.

Morgan questa mattina ha tentato nuovamente lo scasso, anche perché avevo lasciato il salsicciotto posato a terra davanti alla porta, ma con sua somma delusione, dopo aver spostato il salamino, si è scontrato contro un ostacolo che non ha potuto superare e se ne andato via lamentandosi molto.

Vi metto le foto dei birbantelli così potete vedere i loro progressi, e vi metto anche la foto della pagnotta fatta per capodanno con il procedimento del pane senza impasto. Ho usato dei semi di papavero sulla superficie. Devo dire che, anche se il pane che facciamo abitualmente con la macchina del pane ci soddisfa, quando faccio quello senza impasto il risultato è veramente molto diverso, a parte la forma, diventa bello croccante, con una mollica areata, una vera meraviglia, e dura pochissimo perché va a ruba.

Nelle prime tre foto, Merlino e Morgan occupano la cesta di Lilli che come si vede non è molto contenta.



In questa foto Merlino è in braccio all'architetto ammalato che è arrotolato in una di quelle coperte pelosette con le maniche, ho volontariamente tagliato la testa, perchè poverino era in un pessimo stato.



Ed ecco finalmente la mia pagnottella, se volete la ricetta la potete trovare qui