domenica 30 dicembre 2007

BUON ANNO A TUTTI

Con questi ultimi giorni di abbuffate e raduni famigliari, siamo finalmente arrivati alla fine dell'anno, per quanto mi riguarda non saprei bene come definirlo, sicuramente si è trattato di un anno di passaggio. L'anno prossimo sarà migliore? Non lo so, ma spero almeno che non sarà peggiore. Comunque, come si dice, l'importante è la salute!


Domani ultimo tour de force per preparare il cenone di Capodanno. Il pargolo occupa la tavernetta con gli amici, aveva promesso il tacchino ripieno, ma quest'anno ho trovato solo misere tacchinelle ossute, risultato invece di un tacchino, mi sono procurata due enormi polloni che conto travestire da tacchini ripieni. Spero di riuscire a produrre le fotografie.

Anche perchè quelle della cena della vigilia di Natale sono state tutte inavvertitamente cancellata dalla macchina fotografica dell'architetto!!!

E dire che mi era venuto un menù così carino!

Il menù, principalmente di pesce prevedeva:


Frittelle di merluzzo
Mini croissant (preparati da Luciana) ripieni di gamberetti o di paté
Cape sante nel guscio in crosta di sfoglia
Crème brulée di parmigiano con dadolata di pomodori secchi
Cucchiaini di rillettes ai 2 salmoni
Verrine con cape santa marinata alla vaniglia su fondutina di porri
Terrina di gamberetti alle uova di lompo
Filetto di salmone con spinaci e julienne di porri e carote, in crosta di sfoglia
Torta rumena


Come vi ho detto l'architetto ha perso le foto in un travaso tra la macchina e il disco fisso, sarò costretta a rifare le varie cose per potervele illustrare.

Nel frattempo per darvi un'idea vi metto alcune di quelle originali non mie.








Bene per il momento mi limito ad augurare a tutti nuovamente un Buon Anno, aggiungendo alcune foto di Bella che aveva deciso di fare il regalo, e di tutti gli animali di casa in un momento di riposo.

Auguri!!!!!











Silenzio si dorme!





domenica 23 dicembre 2007

Clafoutis di porri e pancetta

Ho provato questa ricetta che mi aveva incuriosito parecchio e sono rimasta molto soddisfatta, credo che la rifarò sicuramente.

Per 4 - 6 persone occorrono due bei porri (circa 250 gr.), un brick di panna da montare, 2 confezioni di dadini di pancetta (200 gr.), 3 uova intere, 20 gr. di fecola di mais, 250 ml di latte, una grattata di noce moscata.

Si affettano i porri a fettine sottili, usando anche una buona parte del verde.

Si passano in padella i dadini di pancetta ai quali si aggiungono le fette di porro, si fa stufare il tutto prima un pochino coperto, poi scoperto per evitare che il tutto diventi troppo acquoso.

La pancetta deve essere cotta e i porri morbidi.

In una terrina si uniscono le uova, la panna, il latte, la maizena (circa 4 cucchiaini) e la noce moscata, si sbatte bene e si tiene da parte.

Si prepara una pirofila ungendola bene di burro, anche sui lati, e infarinandola bene (si può usare sia farina che fecola che pan grattato).

Una volta che i porri sono diventati morbidi, si mescolano con il miscuglio di uova e panna e si versa il tutto nella pirofila. Cuocere in forno caldo a 180 gradi, per una ventina di minuti circa fino a quando il clafoutis inizierà a scolarsi leggermente dai bordi e che sarà diventato ben dorato.


Servire subito, accompagnato da una bella insalata.

Non si aggiunge sale in quanto la pancetta è già salata ed è ampiamente sufficiente per salare l'intera preparazione. Il risultato è molto gradevole e delicato, decisamente da rifare!

martedì 18 dicembre 2007

Altre foto del mio albero di Natale

L'architetto mi ha fatto qualche altra foto, eccole, in un prossimo post pubblico anche quelle dell'altro albero al piano di sotto (ne facciamo sempre 2 perchè al piano terreno abbiamo la tavernetta dove si svolgono sempre tutti i nostri festeggiamenti essendo la stanza più grande).


sabato 15 dicembre 2007

Eccoli i Biscotti di Vetro!

Mi sono ispirata ad un post di Night Fairy della Collina delle Fate

Sono abbastanza facili da fare, l'unico problema è quello di reperire le caramelle dure e colorate che servono per fare il vetro cattedrale.

Io ho trovato una scatola di "drops" in 3 colori, alla fine non sono venuti coloratissimi ma l'effetto è comunque molto piacevole.

Vi metto una foto dei miei biscotti e anche una di night fairy così vedete quello che si riesce ad ottenere se si trovano delle caramelle dai colori intensi.

Per il procedimento basta una pasta frolla standard, si tagliano i biscotti nelle forme preferite, si crea un buco con un taglia biscotti più piccolo, si riempiono i buchi con le caramelle sbriciolate (tra il sale fino e il sale grosso), si ammonticchia un pochino perchè poi fondendo si appiattisce e riempie bene il buco.

Naturalmente occorre mettere i biscotti a cuocere su carta da forno e riempire i buchi direttamente nella teglia. Si cuoce per 10 - 12 minuti e si lascia raffreddare quasi completamente senza toccarli, una volta indurite le caramelle, si possono trasferire e lasciare raffreddare completamente.

Volendo, aggiungendo anche un buchino per il nastro, si possono usare anche per abbellire l'albero di natale.

EccoVi il mio risultato nel piatto (sembrano quelli con la marmellata) e quello di Night Fairy in sospensione.









Il nostro albero

Ecco finalmente le foto del nostro albero, non sono venute eccezionali, aspetto che l'architetto ci riprovi, ma intanto vi pubblico quelle fatte dal pargolo, e già che ci sono vi metto anche qualche nuova foto gattesca.








Ho Ho Ho! Merry Christmas








domenica 9 dicembre 2007

Zenzero Sott'aceto


Come è ormai noto, sono un'amante dello zenzero, in tutte le salse.

Lo avevo già preparato una volta alcuni anni fa, con ottimi risultati, quindi mi sono cimentata nuovamente nella preparazione dello zenzero sott'aceto per il Sushi, è molto più semplice da preparare di quanto sembri.



Ho trovato la ricetta in un mio libro di conserve che si chiama: Golosità Sottovetro



Ecco cosa serve:



Per un vasetto di circa 350 ml: 250 gr. di zenzero freschissimo , sale marino, 250 gr. di aceto di riso (oppure di aceto di mele) un cucchiaio di zucchero e se lo si desidera poche gocce di colorante alimentare rosso (io non l'ho usato).



Pelare lo zenzero e tagliarlo sottile con una mandolina, mettere le fettine in una terrina a strati salandole. Lasciare macerare per un'oretta e poi scolare e mettere in un barattolo capiente.

In una casseruola mettere a scaldare l'aceto con lo zucchero.



Volendo si può aggiungere il colorante a questo punto, ma in realtà lo zenzero si colora naturalmente di rosa per reazione chimica con l'aceto, a volte di più a volte di meno, non è quindi indispensabile usare il colorante. Generalmente lo zenzero più rosa da la sensazione di essere più fresco, ma si tratta solo di un'illusione ottica.



Coprire lo zenzero con l'aceto caldo verificando che sia completamente ricoperto.

Incoperchiare e lasciate raffreddare, poi conservare in frigorifero.

Si conserva per un tempo lunghissimo, la prima volta che l'ho fatto l'ho dimenticato in fondo al frigo per oltre un anno, poi quando mi sono decisa a eliminarlo, visto che sembrava ancora perfetto, l'ho assaggiato e in effetti era ottimo. L'aceto è il sale sono una garanzia di conservazione.



Questa volta l'ho preparato aggiungendoci anche alcune foglie di Perilla rossa, raccolte subito prima che la pianta le facesse cadere. Devo dire che l'abbinamento è centrato, e che sono molto buone anche loro. Il prossimo anno se, come spero, la mia perilla ricrescerà, preparerò dei barattoli di foglie sotto aceto e sale.






sabato 8 dicembre 2007

Tartare di salmone alle alghe

L'estate scorsa, in Bretagna, abbiamo acquistato un sacco di alghe. Servono a dare un aroma di mare ai piatti di pesce, ma sono ottime aggiunte nelle insalate, sulle verdure cotte, o anche nelle zuppe per un pieno di sali minerali e iodio.
In Italia si trovano nei biomercati meglio forniti o nei negozi etnici, dove tuttavia occorre saperle riconoscere in quanto generalmente portano solo il nome orientale.
Le ho usate per preparare una tartare di salmone fresco e ci stanno proprio bene.
Occorrente: un paio di pavé di salmone fresco e spinato, un vasetto di uova di salmone (ma vanno bene anche di trota o di lompo rossi), il valore di una noce di zenzero fresco grattugiato, volendo 5 cm della parte verde di un piccolo porro affettato finemente, il succo di un limone, sale aromatizzato alle alghe (oppure fleur de sel e alghe per insalata, separatamente)
Si prendono i pavé di salmone, e si tagliano a listarelle per poi tritarli al coltello abbastanza finemente. Unire le uova di salmone, lo zenzero grattugiato, le rondelline di verde di porro disfatte a filamenti. A questo punto si può mettere il tutto in un contenitore da frigo coperto e attendere il momento di servire (max un paio di ore).
Prima di passare a tavola, si regola di sale, si aggiunge un bel pizzicone di alghe, si mescola una volta e si condisce con il succo di mezzo limone.
Può essere servito come mise-en-bouche su dei cucchiai (avendo quelli apposta, oppure usando quelle cinesi di ceramica) oppure si possono usare dei crackers che danno anche un tocco di croccantino, io lo servo anche solo in un piatto, con un'ulteriore spolveratina di alghe che essendo scure fanno un bel contrasto, accompagnato da pane scuro.
Non sono riuscita a fare la foto (per la seconda volta) quindi dovrete usare l'immaginazione fino alla prossima volta.

mercoledì 5 dicembre 2007

LA LINGUA COME LA FACEVA MIA NONNA

Questa ricetta, fa parte dei must di Natale, molti la trovano strana, forse perché alla fine si mangia fredda (temperatura ambiente), ma è veramente molto gradevole. Mia nonna era Rumena e le sue ricette le faccio solo io ormai. Mio marito ama questo piatto quindi lo faccio almeno una volta l'anno.



Ecco la ricetta:

Ingredienti:

Una lingua di vitello di ottima qualità, io la prendo direttamente da un allevatore

Un kg di cipolle bianche o dorate (anche un po' di più, diciamo 6 o 7)

1 bicchiere di buon vino rosso,

un paio di foglie di alloro

1 grosso limone biologico

una grossa manciata di olive nere (tipo Cerignola) se le usate denocciolate una scatola da 150 gr. sgocciolate va bene.

3 o 4 gocce di olio essenziale di limone (facoltativo)

1/2 bicchiere di olio


Procedimento:


Prima di tutto occorre lavare la lingua e metterla a bollire in una pentola che la contenga per intero, assieme ai soliti gusti per il brodo, cipolla, carota, sedano.

Lasciarla cuocere per circa 1 ora dal bollore e poi far raffreddare fino a poter maneggiare la lingua.

Mentre la lingua cuoce, occorre sbucciare le cipolle (per piangere meno, è meglio togliere la buccia iniziando dalla parte delle radici, sbucciandole come delle banane, finendo col tagliare la parte del bulbo in crescita per ultimo). Una volta sbucciate tutte le cipolle, occorre tagliarle al velo con una mandolina o con il robot.

Una volta che la lingua si è intiepidita, eliminare la pelle superficiale, che viene via senza problemi.

La lingua va poi fatta a dadini, come lo spezzatino. Io in genere tolgo la parte della punta per circa 10 - 12 cm, e la metto da parte per farla a fettine  con del bagnetto verde, e taglio tutta la parte dietro, quella grossa e nodosa a dadini per questa preparazione.

Il passo successivo è quello di far cuocere in umido il nostro spezzatino, ecco come procedere: mettere in un tegame l'olio evo, aggiungere le cipolle e farle appassire, sono parecchie quindi ci vorrà un po' di tempo, devono colorare ma non devono bruciare, all'inizio meglio stufarle con il coperchio. Quando le cipolle si sono un po' dorate, unire la lingua e continuare la cottura, regolare di sale, aggiungere le foglie di alloro, il vino rosso, e portare il tutto a cottura (la lingua deve risultare morbida ma non disfatta), il vino ben evaporato. A questo punto si aggiungono le olive nere e si mescolare bene. 3 minuti prima di spegnere il fuoco tagliate a fettine sottili il limone, con tutta la buccia, eliminate i semi e aggiungere il limone allo spezzatino. Lasciare cuocere ancora un attimo poi spegnare il fuoco.

Eventualmente controllate nuovamente il sale.


Ecco fatto, a questo punto occorre lasciar raffreddare e travasare il tutto in un contenitore adatto al frigorifero munito di coperchio.

Si gusta a temperatura ambiente e si conserva anche per una settimana e oltre, occorre solo ricordare di tirarlo fuori dal frigorifero in tempo per farlo tornare a temperatura ambiente prima di consumarlo.


martedì 4 dicembre 2007

La Torta Rumena

Oggi vi metto la ricetta della torta rumena che è nella mia famiglia da sempre, la faceva mia nonna, ed è stata passata da madre a figlia. In realtà io mi sono fatta dare una lezione privata proprio da mia nonna Natalia quando avevo 20 anni, ero appena tornata dall'estero, la nonna è mancata l'anno successivo e il fatto di aver avuto l'opportunità di una lezione proprio da lei è per me un caro ricordo.

Un'altra caratteristica di questa ricetta è che ne abbiamo sempre preparate 2 contemporaneamente, probabilmente per il fatto che occorre un certo tempo per la realizzazione e perchè poi sparisce con una tale velocità che è meglio raddoppiare le dosi. Inoltre essendo numerosi a natale la torta finisce subito e se ne abbiamo un'altra di scorta possiamo gustarcela nei giorni successivi, si conserva benissimo anche una settimana, conservandola in frigo.

Attenzione : occorre iniziare la preparazione 3 giorni prima del giorno in cui volete servire la torta


Ingredienti (per 2 torte)


Per la crema
100 noci da sgusciare di buona qualità e possibilmente non sbiancate (circa 1,2 kg)
oppure 500 gr. noci già sgusciate
5 cartocci di panna da montare
2 tazze di zucchero
vaniglia
un pizzico di sale

Per le sfoglie
200 gr. di burro
2 uova
200 gr. di zucchero
2 cucchiai di panna
una bustina di lievito, vaniglia, scorza di limone
1 kg di farina
un pizzico di sale
2 teglie da forno basse, uguali meglio se antiaderenti, sul genere di quelle per le pizze o per le crostate.

Per la glassa
l'albume di 4 uova grosse
250 g. di zucchero a velo

In casa nostra il compito di sgusciare le noci compete agli uomini di famiglia, quindi per rispettare la tradizione: chiedete al vostro compagno di sgusciare e separare 100 noci.

1° giorno La crema (io lo faccio di sera)

tritare le noci con il robot, metterle in una terrina, aggiungere lo zucchero, la panna liquida, la vaniglia, il pizzico di sale, mescolare bene il tutto, coprire e mettere in frigorifero per una notte.
Durante la notte le noci e la panna si amalgamano e la crema diventa piuttosto densa.

2° giorno Gli strati
(io li faccio al pomeriggio)

montare i rossi d’uovo con lo zucchero aggiungere il burro, la panna, la vaniglia, il sale, una bella grattata di scorza di limone non trattato, montare i bianchi d’uovo a neve e uniteli al resto, aggiungere la farina setacciata con il lievito, impastare e formare un panetto, lasciare riposare un'ora in fresco e poi dividere in due, ogni panetto servirà per fare 6 strati , quindi dividere il panetto in 6 lasciando l'altro riposare.

Stendere ogni porzione di pasta in uno strato sottile e con questo rivestire la prima teglia imburrata, (si può tirare la sfoglia direttamente nella teglia con l'aiuto del mattarellino speciale, in modo da non rischiare di rompere le sfogle nel travaso, sono molto friabili) mettere in forno per pochi minuti fino a cottura, deve rimanere abbastanza chiaro. Mentre il primo strato cuoce, preparare il secondo usando l'altra teglia e infornarlo quando tirate fuori il primo, si procede così fino alla fine di tutti e 12 gli strati.

Occorre sorvegliarli perché tendono a biscottarsi facilmente. Non è grave se qualche strato diventa un pochino scuro, serve a dare un aromino giusto, ma non devono essere tutti troppo briciacchiati, io quando vedo che il bordo inizia a colorire sforno.

Estraete la crema dal frigo almeno una mezz'oretta prima di usarla, verificate la consistenza, se vi sembra veramente troppo dura (scavando rimane il buco) aggiungete poco latte, mescolate e lasciate fuori frigo. Deve essere abbastanza liquida da poter penetrare negli strati di frolla, ma abbastanza densa da non colare fuori dalla torta, diciamo che deve assomigliare ad una pastella densina.

Man mano che tirate fuori le sfoglie, le dovete rigirarl alternativamente su 2 piatti piani, una sull'altra, in modo che raffreddino progressivamente
Una volta cotti tutti e 12 gli strati, lasciarli raffreddare completamente.
A questo punto potete iniziare a montare le torte.

Prendete due fondi da torta in cartone come quelli delle pasticcerie (possibilmente dello stesso diametro delle torte), mettete su ognuno uno strato di pasta, e uno strato abbondante di crema, circa 4 cucchiaiate, continuare così fino alla fine degli strati e mettere una dose di crema anche sullo strato finale.

Far riposare le torte un’altra notte in frigorifero o in un altro posto fresco e riparato (in questa stagione potrebbe andare bene anche un balcone se non avete gatti in giro o se potete proteggerle in qualche modo), questo serve a far si che gli strati assorbano la crema e che il tutto si amalgami bene, diventando una cosa sola.


3° giorno La glassa

Montare a neve ben soda gli albumi, aggiungere lo zucchero e sbattere bene.

Cuocere questa meringa a bagno maria mettendo il grilletto dentro una pentola con acqua bollente, e continuare a sbattere, è cotto quando la meringa diventa lucida e ben calda, sulle pareti del grilletto si formerà una crosticina bianca. Attenzione a non eccedere nella cottura per non far coagulare gli albumi. (io questa cottura l'ho anche fatta con il micro onde, cuocendo un minuto per volta tirando fuori e sbattendo di nuovo, funziona abbastanza bene ed è molto più veloce). Questa glassa tenderà a indurirsi con le ore che passano e a proteggere la torta, ecco perchè si conserva a lungo, almeno una settimana se conservata in frigo coperta.

Se si desidera una glassa colorata, si può aggiungere una goccina di colorante alimentare, oppure poche gocce di succo di barbabietola per farla rosa, o anche un chicco di caffè non tostato, questo si mette mentre si cuoce la meringa che diventa leggermente verdina.

Una volta preparata la glassa, si passa alla copertura delle torte, che devono essere rivestite completamente. Generalmente noi ci mettiamo sopra delle codette colorate o dei piccoli bombons colorati per decorare.

Ecco fatto avete 2 torte, alle noci, molto saporite, e contrariamente a quanto si può pensare neanche tanto alte. Ecco la foto di quella dello scorso anno.

domenica 2 dicembre 2007

Ho finito il corso di On Zon su!!!

Bellissimo, veramente interessante, adesso devo solo digerire ed assimilare bene tutte le mappe.

Ci sono una serie di mappe sulle quali sono rappresentati tutti gli organi, solo che gli stessi organi si trovano in punti diversi di varie mappe e vanno massaggiati in modo diverso a seconda del problema che si presenta.

Il bello è che si possono trattare disturbi sia organici che emozionali ed è stupefacente vedere come in alcuni casi la risposta sia veloce.

Intanto alcune delle prime cose che succedono sono che si ottiene un bel rilassamento e che si urina molto di più, la ritenzione idrica si tratta con ottimi risultati.

Secondo le persone che ci si ritrova a trattare, è buffo vedere come alcune percepiscono delle sensazioni fisiche o emozionali mentre le si tocca, per esempio toccando punti relativi all'intestino, le persone particolarmente sensibili, hanno una "sensazione" proprio all'intestino.
A me è successo che il docente mi toccasse in un punto alla base dell'alluce e ho sentito una fitta nel punto in cui mi toccava e una puntura riflessa all'anca, nella parte morbida. Una delle mie colleghe di corso è stata presa da una crisi di pianto incontrollabile, sono cose che possono succedere, proprio per il fatto che si mettono in movimento le energie e che si iniziano a sbloccare i problemi irrisolti.
Per fare questo tipo di riflessologia ho dovuto accorciare di brutto le unghie, non devono necessariamente essere rase, ma naturalmente non si possono tenere troppo lunghe per evitare di ferire e per poter trattare con la punta dei polpastrelli in alcuni casi.

Uno dei trattamenti specifici per lo stress prevede addirittura di fare il solletico in un modo specifico e per lungo tempo, una vera tortura chinese!

Alcuni persone hanno punti veramente dolenti e questo permette in un certo senso di fare una specie di diagnosi, nel senso che si percepisce che ci sono degli squilibri energetici in alcuni organi, e quindi si può intervenire per riequilibrare. Per esempio sul tendine di Achille si può valutare la colonna vertebrale sia a livello muscolare che osseo che tendineo, ma anche il fegato, e naturalmente in funzione di quello che percepiamo sarà il colloquio con il ricevente che ci permetterà di capire se la persona che abbiamo davanti ha un problema fisico o emozionale.

La parte dell'operatore on zon su è quella di sbloccare le energie, e riequilibrare il tutto nella misura del possibile, non ci si può certo sostituire al medico, ma si può coadiuvare il suo lavoro.
Insomma, adesso mi attivo ad imparare bene le mappe e soprattutto la relazione tra gli elementi della medicina cinese e poi andrò a caccia di cavie (qualcuna è già stata reclutata ed è in trattamento).
A titolo di curiosità posso dire che un ciclo di massaggi è di circa una decina di sedute a cadenza settimanale e che ogni seduta di massaggio dura, come minimo, 40 minuti. Ci possono poi essere delle sedute di mantenimento per esempio a cadenza mensile.

domenica 25 novembre 2007

Natale è alle porte

Questa potrebbe essere un'idea per un Meme di Natale.


In casa nostra quando arriviamo a fine novembre si inizia seriamente a pensare ai festeggiamenti di fine anno. Anche perchè dal primo dicembre in avanti ci sono anche i compleanni dell'architetto, proprio il primo dicembre, e della mia mammina il sei. Da li in avanti è tutta discesa. L'8 si fa l'albero ed eventuali festeggiamenti in ritardo come quest'anno, visto che il primo sarò alla seconda parte del corso di riflessologia on zon su, di seguito si va a rotta di collo a scontrarsi con il Natale.

Dico a scontrarsi perchè ogni anno mi sembra peggio, mi preparo in anticipo, mi organizzo, e alla fine il tempo non basta mai per fare tutto quello che avrei in mente.


Comunque in questi giorni, come di rito, si discute di quali ricette preparare, naturalmente non intendo cosa preparare solo a Natale, ma cosa preparare per tutto il periodo delle festività.

Il fatto è che in casa nostra ci sono delle tradizioni che ci piace rispettare, quindi ci sono dei piatti che sono ricorrenti durante il periodo natalizio.

La domanda di rito è: "cosa volete che prepari quest'anno per Natale?"

Le risposte sono quasi sempre le stesse:

- L'architetto: le frittelle di merluzzo

- La nonna: gli agnolotti

- Il pargolo : il tacchino ripieno

- Io, la nonna, la zia speranzosa, e qualche amica golosa: la torta rumena

- L'architetto : la lingua, l'anguilla in carpione....

Naturalmente intorno a tutto questo ci sono poi le ricette che desidero fare "per cambiare" e per variare un po', ma in verità sono solo ricette in aggiunta alle altre, perchè in casa nostra non è Natale senza questi piatti.

Quindi, pensavo di raccontarveli, uno ad uno, con le loro peculiarità, di alcuni ho già parlato in post precedenti, ma una spolveratina magari non vi dispiacerà, e poi se vi va, potreste raccontare anche voi quali sono le vostre tradizioni, culinarie e non, per le festività di fine anno.

Forse non si era capito, ma per me il Natale è la festa più importante dell'anno, la festa in cui ci si riunisce con gli amici e i famigliari, ci si ritrova per stare insieme, ci si scambiano regali, non necessariamente costosi o sfarzosi, ma pensati per le persone alle quali sono destinati, incartati con cura, infiocchettati, e deposti sotto l'albero man mano, in modo che col passare dei giorni il mucchio aumenti gradatamente.
E poi c'è l'Albero di Natale..... ma questo sarà oggetto di un meme a se, così potremmo se vi va fotografare i nostri alberi di natale, e mostrarceli a vicenda, che ne dite?


venerdì 23 novembre 2007

Zabaione sotto vetro

Chissà se qualcuno di voi sa togliermi un dubbio.
Tempo fa, in una fiera, ho trovato in vendita lo zabaione in barattolo, che si conservava tranquillamente fuori frigo, come se fosse una marmellata.
Mi è sembrato strano, ma la commerciante mi ha detto che bastava metterlo via a caldo come la marmellata.
Io lo so fare abbastanza bene, e mi piacerebbe metterlo in barattolo per regalarlo, ho uno zio che ne è particolarmente goloso.
Temo però che se lo metto a caldo nel barattolo, non lo sarà abbastanza per creare il vuoto e che quindi non si conservi.
D'altro canto non credo che si possa sterilizzare come le altre cose, temo che diventi una frittata dolce in barattolo!!!!
Se qualcuno mi sa dare dei lumi glie ne sarei molto grata.

mercoledì 21 novembre 2007

I suggerimenti di Marinella - seguito

E' da parecchio che non metto nuovi suggerimenti, quindi ecco un aggiornamento:
  • Cucina : Avete fatto un plum cake o altro dolce simile, ve ne resta un po' ma sta iniziando ad indurire? spennellatelo di latte e mettetelo in forno per 5 minuti, ritornerà morbido e fragrante.
  • Bellezza : Per fare una maschera per il viso, mescolate 2 cucchiaini di yogurt al succo di un quarto di arancio, applicate e lasciate agire per 5 minuti, sciacquate con acqua tiepida e passate la vostra solita crema.
  • Per il parabrezza gelato: tenete sempre in macchina uno spruzzatore nel quale avete versato il seguente miscuglio: 2 cucchiaini di detersivo per piatti liquido, 6 tazze di acqua, mezza tazza di aceto e 2 di alcool a 90 gradi. Vaporizzate il vostro parabrezza al mattino e il gelo andrà via.
  • Pentole smaltate : lo smalto è macchiato? lasciatele in ammollo tutta la notte in acqua salata e il giorno dopo portate il tutto a bollore, vedrete che le macchie spariranno come per magia.
  • Per distendervi durante una pausa lavorativa: tenete nel cassetto della scrivania una palla da golf, vi basterà farla roteare sotto la pianta dei piedi per pochi minuti per sentirvi meglio.
  • Per i patiti di bricolage: pensate a richiudere il vostro sapone in un pezzo di collant, riuscirete a pulirvi le mani molto più rapidamente mentre vi insaponate.
  • Per pulire il micro onde: mettete in una tazza acqua e succo di limone e fate funzionare per 2 - 3 minuti. Ripulite con una spugna e asciugate, fatto!
  • Se vi resta un avanzino di passato di verdura: provate a surgelarlo nel contenitore dei ghiaccioli, vi può tornare utile come dado vegetale per aromatizzare ricette future.

lunedì 19 novembre 2007

Aggiornamento


Grazie per i vostri messaggi, sto meglio, ho ancora un bel versamento sulla mascella, ma almeno non è più gonfio e dolente.


Questo fine settimana sono stata a Verona al corso di Micoterapia. Veramente interessante, ci sono dei funghi che fanno cose incredibili. Naturalmente è meglio usarli in prevenzione, ma è possibile anche usarli per tutta una serie di patologie e di problematiche.


Ci sono funghi che si usano come supporto alla chemio e alla radio per ridurne gli effetti collaterali, altri che servono per il diabete sia di tipo I che di tipo II, e altri che sono interessanti nelle patologie cardiovascolari. Questo solo per fare degli esempi, in realtà stanno ancora studiandoli e stanno venendo fuori sempre più usi possibili.


Visto che i funghi sono chelatori di sostanze varie e di inquinanti, è imperativo che siano coltivati in condizioni controllate per evitare che diventino trasportatori di sostanze nocive.


Certi funghi vivono in simbiosi con piante o alberi, altri sono dei parassiti, altri ancora vivono su tronchi di alberi vivi, oppure si sviluppano solo dopo che l'albero è morto, uno si sviluppa addirittura su un bruco che finisce col morire per permettergli di svilupparsi.


Ho scoperto un sacco di cose nuove, e come al solito invece di avere l'impressione di aver appreso qualche cosa, mi sono resa conto di quante cose devo ancora imparare.


Purtroppo, visto che devono crescere in un ambiente controllato e garantito, devono essere essiccati in modo da non alterarne le peculiarità e che devono essere certificati per non incorrere nel rischio di ingerire sostanze nocive, il loro costo non è esiguo. Ma è un problema comune a tutte le terapie naturali e alternative.

mercoledì 14 novembre 2007

Non ho più Giudizio

Oggi il dentista mi ha massacrata, mi ha tolto l'unico dente del giudizio che avevo, naturalmente c'era una radice ad uncino. Non mi faceva male, ma c'era già un'infezione in corso.




Adesso devo prendere gli antibiotici per 6 giorni e non sono per niente contenta. Purtroppo non sono ancora abbastanza brava in aromaterapia per poterli sostituire con degli oli essenziali, ma spero che sarà una delle ultime volte che li dovrò prendere.




Intanto mi sono preparata un ottimo collutorio a base di un bel mix di oli essenziali: menta, cannella, chiodi di garofano, eucalipto, lavanda e timo, sciolti in vodka e poi allungati con acqua minerale. Viene fuori un collutorio sul genere di quello che reclamizzano in TV, quello che fa l'effetto esplosivo.




La vodka va benissimo per questi usi, perchè è intorno ai 40 gradi, sufficiente per sciogliere gli oli, poi si aggiunge una dose uguale di acqua minerale. Naturalmente occorre agitare sempre prima dell'uso, ma l'effetto è garantito, si conserva benissimo ed è molto più salutare di quelli del commercio. Per appagare l'occhio ho anche aggiunto una goccia di colorante alimentare verde, ma è del tutto superfluo e come dolcificante una punta di cucchiaino di stevia, un dolcificante naturale privo di effetti collaterali.

Adesso che sono totalmente priva di giudizio, potrò scatenarmi senza ritegno!





sabato 10 novembre 2007

Ancora OGM

Un piccolo post per una segnalazione importante. La comunità Europea ha autorizzato la coltivazione in Europa di 3 tipi di granoturco OGM e anche di barbabietole da zucchero OGM!
Già non ci bastava il mais OGM proveniente dall'estero, adesso lo possiamo coltivare liberamente, così la dove non ci saranno le distanze di rispetto (impossibili da rispettare) il mais OGM andrà ad impollinare il mais non OGM, risultato tutto il granoturco tenderà a diventare geneticamente modificato per impollinazione.
Per quanto riguarda le barbabietole da zucchero, il fatto di permettere l'OGM vuol dire che TUTTI i prodotti che conterranno zucchero di barbabietola, conterranno OGM. Così tutti i prodotti dolciari, di pasticceria, gli sciroppi, anche i medicinali ecc... conterranno organismi geneticamente modificati.
Il fatto inoltre che le api non gradiscono le piante OGM da parecchio da pensare.
Io ero già passata all'uso dello zucchero di canna integrale, anche se ho ancora in casa zucchero bianco per quelle preparazioni che lo richiedono maggiormente, ma da adesso in poi bandirò del tutto lo zucchero di barbabietola. Ho già avuto troppi problemi di salute per aggiungere il danno alla beffa.

lunedì 5 novembre 2007

ThinkingBlogger Award



La nostra Maga delle spezie mi ha nominata! Ne sono molto felice.


Adesso devo scegliere a mia volta 5 blog che mi piacciono, compito molto arduo visto che leggo regolarmente oltre un centinaio di blog su argomenti vari. Devo dire che è molto difficile dire quale blog preferisco, ognuno di quelli che leggo ha una sua motivazione specifica, comunque cercherò di pescarne 5 lo stesso.




  1. Buono e semplice come il pane : per l'impegno che mette nei suoi post che sono sempre molto interessanti e dettagliati.

  2. Fior di Zucca : per le ricette interessanti e le sue foto assolutamente spettacolari

  3. La Mercante di spezie: per le idee sempre varie ed appetitose e per la sua simpatia

  4. La Cuoca petulante : per le ricette alternative che mi ispirano molto e mi incoraggiano a cucinare più sano

  5. La Maga delle Spezie : che non posso non citare visto che le sue ricette mi piacciono tantissimo, usa le spezie che ho anch'io nei miei armadi quindi mi ci ritrovo molto.



So di aver citato Blog che sono già stati segnalati anche da altri, ma visto che in qualche modo si tratta di menzionare quelli che ci piacciono particolarmente e che ci fanno pensare, credo che sia giusto ripetersi.

Non ho volontariamente citato blog in altre lingue, anche se sarebbero stati parecchi, ma non volevo tagliare fuori nessuno dalla lettura.

Approfitto di queste righe per ringraziare voi tutti che passate, più o meno con regolarità, da queste parti, mi fa piacere fare un pezzo di strada con Voi.



mercoledì 31 ottobre 2007

La cena delle Streghe

La nostra amica Coco mi ha invitato a questa cena e partecipo volentieri.

Questa sera nella mia tavernetta, grande festa di Holloween, il mio ragazzo riceve i suoi amici.

Anni fa, volendo fare una festa a tema avevamo pensato di usare delle ricette americane, e da allora alcune di queste le riproponiamo regolarmente ad Halloween.

A proposito, sapete cosa vuole dire Halloween? All Hallows Eve, cioè la vigilia di Ognisanti.





Zuppa di arachidi alla Virginiana

(per 4 persone)
1/2 cipolla tritata
1/4 di tassa di sedano tritato
30 gr. di burro
30 gr. di farina o di maizena
1 litro di brodo di pollo
100 gr. di burro di arachidi (peanut butter)
1/2 tazza di latte
1/2 tazza di panna
sale pepe, arachidi tritate grossolanamente per la guarnizione


Far rosolare la cipolla e il sedano con il burro, aggiungere la farina, mescolare bene, unire mezza tazza di brodo, portare a bollore. Frullare il tutto con il frullatore ad immersione, aggiungere il resto del brodo, la panna, il burro di arachidi, mescolando con una frusta, si deve addensare. Evitare di far bollire la preparazione. Regolare di sale e pepe. Si serve calda o tiepida guardina con le arachidi tritate.


Chili con carne
(per 4 persone)
2 cucchiaiate di olio evo
2 spicchi di aglio tritati
1 piccola cipolla tritata
600 gr. di carne macinata magra
1 bicchiere di birra
1/2 bicchiere di acqua
2 tazze di pomodori tritati
sale, pepe, origano, salvia, pepe di cayenna
1 cucchiaino di cumino
2 cucchiai di chili in polvere
250 gr. di fagioli borlotti bolliti. (qui si possono anche usare i fagioli neri)

Soffriggere aglio e cipolla con l'olio, aggiungere la carne e farla rosolare. Unire la birra e cuocere a fuoco moderato per 10 minuti. Aggiungere i pomodori (anche dei pelati) l'acqua, gli aromi, cuocere a fuoco basso per circa 2 ore. Alla fine mettere i fagioli lessati e far addensare insieme per 10 minuti. Controllare il sale e servire.

Pumpkin pie

2 tazze di zucca cotta
2 uova sbattute
1 tazza di zucchero di canna
1/2 tazza di panna
1 cucchiaio di brandy
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata
1 tazza di farina
1 pizzico di sale
70 gr. di burro
3-5 cucchiai di acqua fredda
Preparare la pasta frolla con la farina, il burro, il pizzico di sale e l'acqua, lavorandola velocemente, poi lasciarla riposare per un ora in frigorifero

Frullare insieme la zucca, le uova, lo zucchero, il latte, la panna, il brandy e le varie spezie.
Stendere la frolla in una teglia di 22-24 cm, foderando anche i bordi. Versarci sopra l'impasto di zucca e infornare per 20 - 25 minuti fino a quando la lama di un coltello non esce asciutta.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente.

Può essere servita cosparsa di panna montata a piacere.



Aggiornato con le foto (mediocri) ma mie. La zucca è stata scavata dal pargolo con l'assistenza della Donzelletta.











Happy Halloween a tutti.

sabato 27 ottobre 2007

BIOITALYEXPO

Questo fine settimana al palazzetto Oval del Lingotto c'è Bioitalyexpo, un salone del naturale, è la prima volta che lo fanno a Torino. A livello di salone l'ho trovato un pochino deludente, è piccolino e con pochi espositori, in compenso due stand del Folletto e uno di telefonia 3. Ci si rende conto che l'interesse per le cose naturali e biologiche interessa ancora troppo poche persone. Inoltre eravamo in concorrenza con Vinitaly (credo che si chiami così) sempre al Lingotto. Comunque c'erano alcuni espositori interessanti, in particolare uno brasiliano, l'importatore di polpa di Acerola surgelata. L'acerola è il frutto più ricco in assoluto di vitamina C naturale, molto meglio usare quella che non la vitamina C di sintesi, anche perchè è molto più bio disponibile, quindi si assimila meglio. In questo modo si riesce ad usare il frutto direttamente invece di comprare in farmacia delle compresse che anche se contengono acerola avranno comunque una serie di eccipienti. Ho scoperto che in Torino ci sono alcuni punti vendita (mi invieranno la prossima settimana l'elenco) e il loro sito in cui si trovano molte informazioni.
Ho anche assaggiato uno strano frutto che si chiama Acaì, sempre in polpa surgelata, si tratta del frutto di una palma brasiliana, tipo un dattero, ma con il gusto che ricorda un miscuglio tra il mirtillo, la mela e un leggero aroma di cacao. Questo frutto è molto nutriente e ricco di vitamine e minerali, se ne può fare un frullato con aggiunta di una mezza banana e sembra che sia un validissimo pasto sostitutivo naturale. Viene zuccherato con dello sciroppo di guaranà.
C'era anche uno stand che vendeva ottimo salmone norvegese e un'altro che aveva dei formaggi veramente ottimi. Ho preso un pecorino stagionato al ginepro che è la fine del mondo, della gorgonzola e della fontina di capra, assolutamente impagabili.
Diciamo che c'entrano con il naturale, ma forse mi aspettavo altro.
In compenso le conferenze erano gestite dalla mia scuola di naturopatia, ne ho seguite diverse tra ieri e oggi, e la maggior parte sono state molto interessanti. Vado ancora domani pomeriggio per seguirne altre.
Durante la pausa pranzo siamo andati da Eataly, la pizza è spettacolare, abbiamo acquistato una scatola delle acciughe che mettono sulla pizza, una vera esperienza mistica, e siamo usciti con una grossa zucca di Halloween da scavare. E vero che si mangia molto bene, ma di sabato occorre appostarsi per riuscire a trovare un posto libero, la folla è incredibile.

Gatti dormienti

Le poche volte che si riescono ad immortalare sono proprio quando dormono.


Bella cerca il caldo e la mia attenzione, quindi si piazza direttamente sulla tastiera, risultato pigia sui tasti e compaiono ogni sorta di tendine ed informazioni varie, mandando in palla il computer.


Sibelius lui rifugge il caldo (ha il cappottino pesante) e dorme sulla poltroncina del terrazzo.

venerdì 26 ottobre 2007

Il Sushi

Siamo molto golosi di sushi e per questo motivo mi sono attrezzata per poterlo preparare anche in casa.

Non è affato difficile una volta che si sanno le basi.

Per prima cosa occorre aver il riso cotto, non serve prendere del riso giapponese, basta prendere del comunissimo riso da minestra.

Il trucco è cuocerlo nel modo giusto, cioè si prende una tazza di riso la si sciacqua , poi si mette in una pentola con il doppio del suo volume di acqua e un pizzico di sale. Si porta a cottura a fuoco basso, senza girare, facendo assorbire tutta l'acqua. Quando l'acqua è stata assorbita, si spegne, si uniscono 2 cucchiaini di zucchero e 2 cucchiai di aceto di riso (io uso quello di mele), si gira e si lascia raffreddare.

Se si vogliono preparare i rotolini (quelli con l'alga nori all'esterno) occorrono delle alghe in fogli, e la tipica stuoia da sushi che serve per arrotolarli. Poi occorrono dei filetti di pesce freschissimo, dell'avocado, un po' di frittata, se c'è anche del cetriolo.

Io generalmente uso il salmone surgelato, lo faggio sgelare quasi completamente ma non del tutto in modo da poterlo tagliare con maggior facilità, preparo delle listarelle di pesce, delle listarelle di frittata, di avocado e di cetriolo.

Una volta il riso raffreddato, metto la stuoia di bambu sul piano di lavoro, ci poso sopra uno strato di alga nori, poi con le mani umide ci aggiungo uno strato di riso, lasciando liberi un paio di centimetri di alga dal lato opposto (quello più lontano da me). Poi poso una striscia di listelle di pesce e una di avocado, sopra il riso lungo il lato più vicino a me, e con l'aiuto della stuoietta, arrotolo il tutto per ottenere un lungo sigaro nero di alga nori, farcito di riso, salmone e avocado.

Bagno il bordo di alga rimasto libero in questo modo si incolla e permette di sigillare il sigaro.

Con l'aiuto di un coltello ben affilato taglio il sigaro a rondelle e il gioco è fatto.

Preparo allo stesso modo altri sigari mettendoci dentro la frittata e il cetriolo, oppure degli asparagi e altro pesce, o delle uova di salmone, insomma basta sbizzarrisi con la fantasia. L'ultima volta che li ho fatti mi sono limitata al salmone e l'avocado, ma per variare ad alcuni ho anche aggiunto una striscia di semi di sesamo nero.

Se si vogliono preparare i sushi classici con sopra il filettino di pesce è ancora più facile, basta fare delle polpettine allungate con le mani umide, sulle quali si mette un leggerissimo strato di salsa wasabi, poi ci si posa sopra un filettino ed è fatto.

Si cerca di presentare il tutto al meglio, accompagnato da wasabi, zenzero in salamoia, salsa di soia giapponese allungata con un pochino di aceto di riso o di mele e magari pochissimo scalogno tritato finemente.

Molto più lungo da raccontare che da fare.
N.B: in uno dei piatti anche una piccola tartare di salmone condita con zenzero fresco, sale olio e limone

EccoVi le foto:





Ho finito lo zenzero in salamoia, da noi va a ruba, ma prevedo di prepararne nei prossimi giorni, ho già acquistato una bella radice a questo scopo, in un prossimo post vi metto la ricetta, l'ho già fatto una volta, è venuto benissimo persino meglio di quello acquistato già pronto, quindi lo rifaccio senz'altro, oltre tutto si conserva in frigorifero per un tempo lunghissimo.

La polenta di casa nostra



Quando in casa nostra si fa la polenta, devono sempre esserci alcuni ingredienti.

Per primo naturalmente la polenta, deve essere abbastanza soda ma non durissima, di farina gialla perchè alla mia mamma quella bianca non soddisfa (in realtà a me piace molto anche bianca, ma mia mamma non ha molte mezze misure quindi quando c'è lei cerco di farla con la farina gialla). Come condimenti, ci deve sempre essere del buon burro contadino, della panna liquida, alcuni formaggi, e un buon sugo.


Generalmente iniziamo da burro e panna, poi si prosegue con una porzione al formaggio e si finisce con una porzione con il sugo.


L'ultima volta che l'ho preparata eravamo insieme ai nostri amici Felice e Luciana, e più siamo più ci sono riti ed abitudini da rispettare. Mia mamma la mangia sopratutto prima al burro e poi con la panna, e di solito finisce li, sia io che l'architetto e il pargolo generalmente ne assaggiamo un po' nei vari modi, per finire con il sugo, Felice invece si prepara una grossa tazza da latte di polenta stratificata con burro e abbondante formaggio possibilmente toma.


Il sugo varia da una volta all'altra, ma uno dei più gettonati è quello con il merluzzo.

Prendo dei bei filetti di merluzzo salato, che metto a dissalare per almeno 24 ore cambiando l'acqua più volte, poi li taglio a pezzi larghi circa 3 centimetri e li infarino bene. Faccio scaldare dell'olio evo e li friggo fino a farli dorare molto bene. A questo punto, preparo un bel sugo, faccio rosolare abbondante cipolla (una grossa o due) tagliata al velo con la mandolina, aggiungo della buona passata bio oppure quella della Mutti che mi piace anche molto, una volta che il sugo è a metà cottura, unisco i pezzi di merluzzo fritti e lascio che il tutto si leghi bene, correggo di sale solo a questo punto perchè il merluzzo potrebbe aver ceduto ancora un pochino di sale, aggiungo una foglia di alloro e il sugo è pronto.


Quando succede che rimane della polenta, la lascio raffreddare bene, poi la taglio a fette che faccio rosolare in padella per fargli venire una crosticina croccante, poi metto le fette in un piatto da portata e le cospargo con del formaggio grattugiato, una delizia.

Il post sulla pizza

Mi ero impegnata a scrivere un post sulla pizza che faccio io, non è niente di eccezionale, ma incontra abbastanza quindi eccovi le foto:


La prima è una pizza classica, la seconda è una pizza panna e salmone che a me piace sempre molto.

Per quanto riguarda l'impasto, niente di particolare, il classico impasto fatto nella MDP, steso, condito e fatto lievitare ancora una volta con tutto sopra, poi infornato il tempo necessario a cuocere l'impasto.

lunedì 22 ottobre 2007

Sibelius

Guardate che belle foto ha fatto il nostro amico Felix al nostro amico a 4 zampe!

sabato 20 ottobre 2007

Rinnovo della patente

Questa ve la devo raccontare.

Se dipendesse da me dimenticherei di rinnovare tutti i documenti, apparentemente no do nessun peso a queste "inezie".

Comunque la scuola guida presso la quale ho preso la patente, diligentemente mi invia sistematicamente la segnalazione della patente in prossima scadenza.

Apprezzo molto ma visto che abito ormai fuori Torino da circa 15 anni, mi rivolgo alla scuola guida di zona. Ieri sera avevo appuntamento per la visita medica alle 18.30.

Dovevo anche farmi fare delle nuove foto tessera, perchè oltre al rinnovo, visto che non ho mai fatto cambiare l'indirizzo di residenza... sempre per il problema di cui sopra, sembra che ormai l'unica soluzione sia far riemettere una nuova patente. Quindi avrò anch'io quella formato carta di credito.

Per tornare a bomba, sono andata verso le 17.30 a farmi fare le foto (che avevo dimenticato di fare) e poi mi avvio alla scuola guida in largo anticipo.

Mi hanno dato da compilare l'autocertificazione di buona salute, ho saltato una domanda visto che avevo un dubbio e mi sono messa ad attendere pazientemente il medico, che, alla fine, doveva arrivare all 18,50 (il responsabile della scuola guida convoca tutti in anticipo per sicurezza). La sala si riempiva man mano, mi stavo chiedendoo con quale ordine ci avrebbe chiamato e quanto tempo avrei ancora dovuto aspettare. Alla fine il medico arriva, iniziano a chiamare le persone e scopro che ero la quinta. La prima esce quasi subito, poi la seconda e a quel punto realizzo che la cosa andava molto velocemente. Arriva il mio turno, mi fa accomodare, lo interrompo per segnalargli che non avevo risposto ad una domanda sulla funzionalità renale, lui tra il turbato e lo stupito mi chiede "ma non è in dialisi?" certo che no! "allora nessun problema" mette la crocetta e riprendiamo immediatamente la visita, non vorremmo rallentare il ritmo. Mi dice di coprire un occhio, mi indica una T a metà tabellone, poi una D nella riga sotto, "si copra l'altro occhio", T sulla riga sopra, T sulla riga sotto. "Va bene, può andare".

Ecco questa è stata la mia visita medica. Alla sette meno 5 ero fuori.

Con quel ritmo di visita, entro le 7 avrebbe passato tutti gli altri.

Non so quanto percepiscono i medici per fare queste visite, ma considerando che eravamo una dozzina e che in tutto si sarà fermato in loco un quarto d'ora venti minuti, che siano "soldi facili" è il meno che si possa dire.

mercoledì 17 ottobre 2007

La pectina fatta in casa

Sono finalmente riuscita a tradurre la ricetta della pectina presa da questo blog

So che vi ho fatto aspettare, ma ho anch'io le mie priorità e purtroppo le traduzioni non sono al primo posto, inoltre questa è particolarmente lunga.


"Come estrarre la pectina dalle scorze dei frutti? molto semplice, basta smettere di buttare nella pattumiera (infatti la maggior parte delle bucce della frutta contengono pectina, e probabilmente più di quanta ne immaginiate). Ogni volta che gettate la scorza di un arancio o di un limone, perdete più pectina di quanta ne occorre per fare un barattolo di marmellata. Quello è strano è che le bucce di una dozzina di arance vi darà tanta pectina quanta il prezzo delle arance stesse. E' facile estrarre la pectina dalle bucce degli agrumi, le bucce delle mele, i torsoli di mela, le scorze di melone ecc..., per arrivare a un prodotto finito del tutto paragonabile alle pectine liquide che si trovano in commercio. Tutte le parti più dure della frutta faranno servizio. occorre avere una percentuale di 50% di scorze di agrumi per avere l'acidità necessaria alla sua estrazione e alla gelificazione del prodotto finale. Nota importante :

Ben lavare la frutta strofinando bene un con panno prima di pelarla. Questa fase è importante per eliminare lo strato di cera che sovente avvolge la frutta e nella quale ci sono i residui di pesticidi.

Nota estetica : non far ossidare le bucce o gli altri ingredienti prima di trattarli. Approfittate dell'abbondanza di stagione e immergete i vostri ingredienti in una soluzione di acido ascorbico prima di cuocerle, oppure congelate le scorze e le bucce in un sacco di plastica a zip facendo uscire il massimo dell'aria. Diversamente la pectina prenderà un colore scuro di frutta ossidata. Sarà comunque buona per la marmellata ma tenderà a scurire le marmellate e sopratutto le gelatine.

Attrezzatura necessaria:
Un robot
Un bagno maria di misura consistente (anche improvvisato)
Un grosso setaccio o un colino
4 strati di garza
Un bicchiere
Una forchetta
Ingredienti :
Bucce di frutta di cui almeno 50 % provenienti da agrumi
(aggiornamento 2007 - Ho fatto della pectina con solo torsoli di mela nel 2006 e i risultati sono stati altrettanto soddisfacenti)
Acqua
alcool (quello per liquori)
succo di limone se dovesse servire per diluire
Procedimento :Vi servirà una buona quantità di bucce Dovrete abituarvi a congelare le bucce in sacchetti ermetici fino a riempimento oppure profittare del periodo delle composte di mele per recuperare i torsoli. Una volta raggiunto il quantitativo, scongelate le bucce e tritatele nel robot. Mettetele nella pentola a bagno maria aggiungere 3/4 di acqua e lasciate scaldare per 2 ore coperto mescolando ogni 15 minuti. Far raffreddare. Per raccogliere il prezioso liquido, versare lentamente attraverso 4 strati di garza nel fondo del colino e lasciar colare tutta la notte. Il giorno dopo avrete una buona quantità di liquido spesso e vischioso, bravi,è la vostra pectina!Controllo qualità: Il tenore in pectina del vostro prodotto varia secondo le bucce usate e il grado di maturazione della frutta, più i frutti sono verdi e duri più il tenore in pectina sarà elevato. Il tenore in pectina deve essere normalizzato per poter sostituire la stessa quantità nelle ricette.

E' di nuovo molto semplice, se la vostra pectina non ha la consistenza di uno sciroppo denso (tra lo sciroppo e la melassa) dovrete addensarlo a bagno maria e lasciare raffreddare prima di fare il test. La pectina deve essere a temperatura ambiente per questo test.Versare 2 o 3 glu glu di alcool in fondo ad un bicchiere, versarci un cucchiaino di pectina, roteare il bicchiere dolcemente, come per il cognac per 10 secondi. La pectina precipiterà (gelatinizza). Mettetela forchetta nel blocco e girare una ventina di volte. togliere la forchetta verticalmente. se il blocco non aderisce più di due secondi, il liquido è troppo concentrato e occorrerà diluire la pectina con tre parti di acqua e una di succo di limone. Se il blocco non aderisce, è buon segno, raccoglietelo con la forchetta come se fosse un alimento. Se invece si attacca alla forchetta come una massa arrotondata, la vostra pectina è perfetta. Se pende e si deforma rapidamente occorrerà addensare, o ancora se non si lasca raccogliere, occorrerà addensare ancora di più. Si addensa a bagno maria, se non siete sicuri delle mie spiegazioni, provate a fare il test usando pectina liquida del commercio per capire quale deve essere la consistenza nell'alcool, questo vi darà una buona idea del risultato finale. Io metto la pectina nei barattoli da 500 ml lasciando uno spazio di 4 cm prima del bordo e conservo in congelatore. ecco!"


Questa è la traduzione del procedimento descritto, non è complicato ma un po' lungo, non ho ancora provato a farlo, ci proverò quando mi arriveranno le arance bio. Vi suggerisco di fare delle prove. Inoltre non ho idea delle proporzioni necessarie per sostituire la pectina in polvere che si trova comunemente da noi, anche in questo caso saranno necessarie delle prove.


lunedì 15 ottobre 2007

Lo sciroppo di rapa

In questi giorni i miei uomini sono raffreddati e hanno la tosse.

Nel tentativo di dargli sollievo e di evitare il più possibile i medicinali mi sono rivolta alle cure naturali. I sintomi non scompaiono immediatamente, ma almeno si permette al corpo di reagire spontaneamente sostenendolo e lasciando che gli anticorpi facciano il loro lavoro.


Una delle cure che uso è il buon vecchio miele, biologico, un cucchiaio sul quale verso una o due gocce di olio essenziale di chiodi di garofano bio. Il gusto ricorda il prodotto che il dentista ci mette nei denti, normale visto che si tratta della stessa sostanza. Se si interviene prontamente ai primi sintomi si riesce a contrastare il mal di gola, diversamente ci si mette un po' più di tempo.

L'O.E. di chiodi di garofano è antisettico potente, va usato con parsimonia ed è da evitare nei bambini e in gravidanza, come la maggior parte degli oli essenziali. Tuttavia rappresenta un buon sostituto a molti farmaci. Fa anche bene all'intestino in quanto combatterla flora batterica cattiva.

Ma torniamo allo sciroppo.

In caso di tosse secca e persistente, anche in presenza di pertosse, un rimedio molto vecchio ma che funziona bene, è lo sciroppo di rape.


Si prendono un paio di rape, si sbucciano, si tagliano a fettine sottili e si ricoprono a strati con dello zucchero, meglio se integrale, ma quello bianco va anche bene. Si lascia riposare almeno una notte, al mattino si travasa il liquido sciropposo e il gioco è fatto. Ha un gusto dolce ma con retrogusto terroso. Per aiutare la conservazione visto che il maritino lo ha portato in ufficio, ho aggiunto un pochino di alcol per liquori, e ho corretto l'aroma con dell'olio essenziale di limone bio (una decina di gocce) si può anche aggiungere delle gocce O.E. di cannella, anche questa è un buon antisettico e il gusto diventa più gradevole.

Se si da ai bambini meglio evitare le aggiunte di alcol e gli oli essenziali che si sciolgono solo in alcol. Conservare il prodotto in frigo, se si vuole si può aromatizzare con un pochino di vaniglia, di cannella in polvere, con un pochino di succo di limone, o con un pochino di radice fresca di zenzero grattugiata se piace.


Questi suggerimenti non devono sostituire il parere del medico, gli oli essenziali possono creare fenomeni di sensibilizzazione, fare sempre una prova di tolleranza.

domenica 14 ottobre 2007

Attenzione all'alluminio - seconda parte

Suggerisco di leggere prima il post precedente per poter meglio comprendere quanto segue.
La permeabilità intestinale accresce l'assorbimento dell'alluminio. (l'intestino diventa permeabile quando non ci si alimenta correttamente, quando si prendono dei farmaci per lunghi periodi, quando non si interviene per correggere la disbiosi intestinale, in tutti questi casi si creano come delle falle dalle quali gli inquinanti passano)
L'acido citrico favorisce ugualmente in modo molto evidente l'assorbimento dell'allumino da parte dell'intestino. Nel cervello, il livello di alluminio aumenta con l'età, i livelli massimi si trovano nella materia grigia. Dopo aver somministrato a delle cavie per 105 giorni acqua addizionata di idrossido di alluminio, i livelli di alluminio sono aumentati del 30 % nei reni del 60% nel fegato e del ... 340% nel cervello!
L'acido citrico E330, un acidificante d'origine naturale o fabbricato artificialmente, molto usato nell'industria alimentare (bibite tipo cola, limonate, sciroppi, marmellate, prodotti dolciari, senape, gamberetti...) facilita il passaggio dell'alluminio nel cervello. Un altro additivo sul banco degli imputati è il Glutammato monosodico (E621), un esaltatore di sapidità di sintesi, presente in migliaia di prodotti alimentari (dadi da brodo, minestre in busta, snacks da aperitivo, chips, prosciutto cotto, salame cotto, piatti pronti) Ogni anno ne viene mescolato ai cibi 1,5 milioni di tonnellate. Un'altro imputato è il maltolo (E636) altro esaltatore di sapidità di sintesi e fonte nascosta di.. glutammato, e anche il molto controverso aspartame (E951) un edulcorante di sintesi che appartiene alla famiglia delle eccitotossine, la cui perculiarità è di eccitare i neuroni fino al loro esaurimento e alla loro conseguente autodistruzione. Anche il glutammato è considerato una eccitotossina. Per evitare gli additivi contenenti alluminio, nonchè gli additivi in grado di trasportarlo fino al cervello, - senza dimenticare le aggressioni all'intestino con aumento della permeabilità - c'è una sola soluzione: lasciar perdere l'alimentazione industriali, ritornare a un'alimentazione semplice, senza artifici, senza veleni, preparati con prodotti biologici e con ingredienti integrali.
In pratica, gli additivi alimentari si comportano come cavalli di troia che permettono all'alluminio di oltrepassare la barriera emato encefalica.
Ecco questo articolo era particolarmente lungo, ma siccome spiega secondo me in modo esauriente il problema, ho tenuto a pubblicarlo quasi per intero.

Attenzione all'alluminio - prima parte

L'articolo che segue è stato tratto dall'ultimo numero di "Belle-Santé" una delle riviste di salute naturale alla quale sono abbonata. Ne ricevo due diverse, perchè quelle italiane non sono quasi mai all'altezza della situazione oppure trattano gli argomenti con troppa superficialità.
Ho suddiviso il post in due parti perchè si tratta di un articolo particolarmente lungo ma preferisco metterlo quasi per intero visto che l'ho trovato illuminante.
L'alzheimer è una affezione cerebrale ad oggi incurabile, porta alla distruzione progressiva dei neuroni. Per le persone anziane vittime di questa malattia, la perdita neuronale si traduce con disturbi della memoria, poi del linguaggio, del riconoscimento (di oggetti e di persone). L'alzheimer si sviluppa in silenzio su un periodo di 20 - 30 anni prima che appaiano i primi sintomi. la media di speranza di vita dal momento della diagnosi è di 5 anni per gli uomini e di 6 per le donne.
Sembrano esserci due tipi di lesioni: da una parte un accumulo di materia all'esterno dei neuroni, che gli impedisce di comunicare normalmente, dall'altra un riempimento dei neuroni di materiale superfluo - reti di filamenti patologici - che intralciano il funzionamento della cellula nervosa al punto che questa finisce per morirne.
Fino ad ora, gli scienziati fanno fatica a definire l'origine esatta della malattia. L'inseme delle conoscenze accumulate fino ad ora porta a pensare che questa malattia sia il risultato di molti fattori di rischio. E' suscettibile di apparire appena l'insieme di questi fattori supera il numero di fattori neuroprotettori grazie all'età e all'invecchiamento delle cellule nervose. Tra i fattori a rischio troviamo gli inquinanti quali i pesticidi e i metalli tossici. Tra i metalli tossici, il pricipale imputato è: L'alluminio.
L'alluminio è tossico per il cervello, ma il mercurio e il piombo lo sono ancora di più. Tuttavia nel caso dell'alzheimer i ricercatori si sono focalizzati sull'alluminio perchè lo si ritrova a livelli elevati nel nucleo nelle cellule cerebrali. E' stato anche stabilito che questo metallo renda più fragile la guaina mielinica che protegge il l'assone del neurone (L'assone è il collegamento del corpo cellulare di un dato neurone con altri neuroni). l'alluminio favorisce l'ossidazione delle cellule e gli da il potere di intralciare l'azione di alcuni enzimi antiossidanti appena si ritrova in quantità elevate nel cervello.
Tutta questa spiegazione per dire che occorre essere molto attenti in fatto di prevenzione.
Occorre quindi evitare l'utilizzo di prodotti che sono suscettibili di contenere questo metallo nelle sue diverse forme. Per esempio nel caso degli antiacidi gastrici o dell'aspirina tamponata (per evitare che leda lo stomaco), di alcuni vaccini (che contengono dosi elevate di ossido d'alluminio), additivo preposto a prolungare la risposta immunitaria agli antigeni inoculati). Lo stesso dicasi per alcuni additivi alimentari come: il colorante E173, i rassodanti da E 520 a E 523, polvere lievitante E 541, antiagglomeranti da E 554 a E 556 e E 559, ma anche l'acqua del rubinetto.
Infatti sono spesso usati sali di alluminio (generalmente solfato di alluminio) per il processo di potabilizzazione dell'acqua. L'uso di questi sali ha per risultato di ridurre l'intorbidimento dell'acqua, ma anche di ridurre il rischio di formazione di sotto prodotti della disinfezione.
Molti studi epidemiologici hanno rilevato l'esistenza di un legame tra l'alzheimer e il livello di alluminio contenuto nell'acqua. Da 0,1 mg/litro di acqua il rischio di alzheimer viene moltiplicato per 2. Occorre anche prestare attenzione agli utensili da cucina: quando si fa bollire per 15 minuti un litro d'acqua in una pentola di alluminio, si recuperano 14 mg d'alluminio, quando la dose massima ammessa a livello europeo è di 0,2 mg/litro.
Attenzione anche alla carta di alluminio che non convive bene con gli alimenti acidi. Quando si prepara il pesce al cartoccio dopo averlo marinato nel limone o nel vino bianco, meglio usare la carta da forno. Le bevande industriali in lattina meglio consumarle con molta moderazione, anche perchè generalmente contengono acido citrico, aspartame, e altre sostanze di cui parlerò poi. Infine alcuni prodotti cosmetici (deodoranti, dentifrici) contengono anche loro chloruro di alluminio).
(segue)

I miei corsi - aggiornamento

Ho appena finito il corso base di riflessologia. Bellissimo, veramente interessante, adesso devo imparare i vari punti e fare pratica nei trattamenti di base poi potrò lanciarmi con i primi trattamenti di riflessologia. Devo cercare di consolidare le conoscenze di base prima di fare il corso di Hon Zon zu. Anche questo è un corso di riflessologia, ma di origine diversa. Quindi con altri 2 fine settimana dovrei poter operare come riflessologa. Avrò ancora un altro tirocinio da fare fra un anno per terminare l'iter, ma nel frattempo devo praticare.


Abbiamo passato il fine settimana a farci illustrare i vari punti e a cercarceli rispettivamente sui piedi. Era tutto un metti e togli ciabatte e calzini. Devo dire che all'inizio c'è un po' di titubanza nel maneggiare i piedi altrui, ma dopo un po' la cosa rientra nei ranghi e si realizza che non è affatto un problema. Persino una delle mie colleghe che non si sentiva affatto portata per questa materia, e che deve fare il corso perchè fa parte del nostro iter formativo, ha superato le sue iniziali diffidenze, anzi ha visto che non era poi male farsi fare i trattamenti, e che le è bastato il poco che abbiamo fatto per farle passare il mal di schiena. Difatti abbiamo già combinato per vederci e farci i trattamenti rispettivamente.

Bene adesso smetto vi ho parlato abbastanza di piedi.

mercoledì 10 ottobre 2007

Scusate il ritardo

In questi giorni mi faccio rara, ma sono impegnata nella stesura di una tesina di sole 20 pagine, ma non avendo più l'allenamento mi richiede parecchie energie.
La prossima settimana spero di ricominciare a scrivere con maggior regolarità, anche perchè devo iniziare la produzione delle mie varie cremine e balsami per le labbra.
Oggi mi sono arrivati dagli Stati Uniti, una serie di contenitori con il pennellino per i balsami per le labbra, e dei roll on adatti sia a balsami che a sieri anti rughe. Devo collaudarli quindi mi devo dare da fare. Spero di non aver troppe difficoltà a riempirli.
Ho dovuto ricorrere agli USA perchè in Europa è difficilissimo trovare quel genere di contenitori, in Italia è praticamente impossibile, e anche in Francia hanno dei costi stratosferici. Non mi sono costati pochissimo, ma ho comunque ridotto i costi ed ho ottenuto la consegna in una settimana.
Non è male, certo che se non si dovessero pagare trasporto e dogana sarebbe meglio.
Quando penso che le materie prime le ordino in Francia, che mi arrivano in 3 -4 giorni, che non pago le spese di consegna e che mi costano meno che se le prendessi qui... Naturalmente la qualità è garantita, ma da loro la cosmesi domestica è molto più frequente che da noi.
Bene torno alla mia tesi, a presto.

domenica 7 ottobre 2007

I Sassi di Marinella

Mi sono accorta di aver dimenticato di postare Leopoldo, quindi eccolo:



Come ho detto in qualche precedente post, mi piace mettermi alla prova con vari hobbies.



Alcuni dopo esserci riuscita, li abbandono, altri mi rimangono nel cuore.



Uno di questi, che ultimamente non pratico molto ma che continuo a voler riprendere, è la pittura sulle pietre. In particolar modo, dipingere animali sulle pietre, mi piace dipingere il pelo.



Molte delle cose che ho fatto nella mia vita sono state a lungo meditate prima di essere intraprese. (D'altra parte prima di iniziare a studiare naturopatia ci ho pensato molto a lungo).



Un'altra di queste cose è stata la pittura sui sassi.



Da ragazzina disegnavo molto e con discreti risultati, non avevo molta inventiva, ma copiavo veramente bene, in particolar modo i ritratti in bianco e nero. Ero anche abbastanza brava a creare oggetti vari riciclando questo o quello.



Poi ho conosciuto l'architetto, che disegna veramente molto bene, e lui le idee le ha naturalmente. I muri di casa nostra sono pieni delle sue opere, quindi per parecchio tempo non ho proprio più toccato ne pennelli ne colori.



Ma qualche cosa covava in me. Un bel giorno ho trovato in una libreria il primo dei libri di Linn Welford "disegnare animali sui sassi" e mi si è aperto un modo nuovo.



Ho iniziato in modo rudimentale, un po' prima di Pasqua di vari anni fa, e ho dipinto una serie di coniglietti pasquali che ho regalato alle mie colleghe di lavoro. Se li guardo adesso li vedo molto grossolani, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.



Poi mi sono impratichita ed ecco alcuni dei miei lavori:








Al momento ho poco tempo per dipingere, ma ho accumulato in giardino un bel numero di pietre che stanno attendendo che mi decida a riprendere i pennelli in mano.