sabato 24 settembre 2016

LA BOMBA DI MARINELLA o Bomba Calabra 2.0

Ho rifatto la bomba Calabra, ma con alcune varianti e il risultato è ancora migliore, della volta precedente, ecco perché ho cambiato il nome per non confondere le persone.



Ecco gli ingredienti indicativi (variabili)

5 melanzane piccole (dall'orto di Monica)
2 peperoni gialli quadrati
5 peperoni capriglio rossi (dall'orto di Monica)
30 olive verdi di Cerignola grandi e carnose
1 pacchetto di funghi porcini secchi da 60 gr. ca.
Sale grosso q.b.
Aceto di vino bianco (ho usato quello utilizzato in precedenza per la macerazione dei peperoncini piccanti) q.b. (ca. 1 litro)
Acciughe sottolio (sono andata a occhio ma almeno 100 gr.
Olio EVO circa 1 bicchiere + altro q.b.

Procedimento:

Prima di tutto tagliare a listarelle sia i peperoni che le melanzane (lasciando la buccia) e disporli in una terrina a strani intervallati da un cucchiaio di sale per ogni strato. Premere bene, coprire con un piattino, poi con un panno e posarci sopra un peso. Lasciar riposare così per 24 ore.

Colare l’acqua di vegetazione, e coprire nuovamente il tutto con l’aceto precedentemente usato per i peperoncini. In questo modo l’aceto cederà un po’ di piccante alla preparazione ma rimarrà contenuto. (Nel caso non si disponga di aceto dei peperoncini, usare aceto di vino bianco e in fase di preparazione aggiungere un po’ di peperoncino in polvere a piacere, fino ad ottenere il grado di piccante desiderato.
Lasciar riposare per altre 24 ore coperto.

Mettere in ammollo i funghi porcini secchi e sciacquarli molto bene, poi passarli in padella con poco olio e cuocerli un po’ aggiungendo parte dell’acqua di ammollo ben filtrata. Alla fine devono essere cotti ma non disfatti e devono aver assorbito quasi tutto il loro sugo.

Prima di tritare il tutto, occorre : denocciolare le olive, scolare le acciughe dall’olio, e strizzare con le mani molto bene le verdure per eliminare il massimo dell’aceto.

Mettere tutti gli ingredienti in un robot da cucina, se occorre in diverse volte, dipende da quante verdure avrete usato.
Io ho il Bimby e per sminuzzare le verdure l’ho fatto in 2 volte, poi alla fine ho unito tutto insieme per un ultimo giro e per aggiungere circa 1 bicchiere di olio che va mescolato al composto.

Invasare in vasetti ben puliti e asciutti, fino ad un dito sotto il bordo, avendo cura di battere il vasetto sul fondo in modo da evitare le bolle d’aria il più possibile. Livellare bene con l’aiuto di un cucchiaino, coprire con un po’ d’olio, almeno 1 cm. Dobbiamo fare attenzione che sia tutto ben coperto. 



L’olio serve per isolare le verdure dall’aria e conservare. Non ci sono rischi di botulino perché il passaggio nell’aceto ha abbassato il pH in modo tale da impedirne lo sviluppo e anche l'aggiunta di olio mescolato al composto aiuta a non avere sacche d'aria.

Possiamo usare la salsa ottenuta per condire dei golosi crostini per l’aperitivo, oppure sarà perfetta per accompagnare il famoso Bollito di carni miste, tanto apprezzato da noi in Piemonte.

LA BOMBA DI MARINELLA o Bomba Calabra 2.0

Ho rifatto la bomba Calabra, ma con alcune varianti e il risultato è ancora migliore, della volta precedente, ecco perché ho cambiato il nome per non confondere le persone.



Ecco gli ingredienti indicativi (variabili)

5 melanzane piccole (dall'orto di Monica)
2 peperoni gialli quadrati
5 peperoni capriglio rossi (dall'orto di Monica)
30 olive verdi di Cerignola grandi e carnose
1 pacchetto di funghi porcini secchi da 60 gr. ca.
Sale grosso q.b.
Aceto di vino bianco (ho usato quello utilizzato in precedenza per la macerazione dei peperoncini piccanti) q.b. (ca. 1 litro)
Acciughe sottolio (sono andata a occhio ma almeno 100 gr.
Olio EVO circa 1 bicchiere + altro q.b.

Procedimento:

Prima di tutto tagliare a listarelle sia i peperoni che le melanzane (lasciando la buccia) e disporli in una terrina a strani intervallati da un cucchiaio di sale per ogni strato. Premere bene, coprire con un piattino, poi con un panno e posarci sopra un peso. Lasciar riposare così per 24 ore.

Colare l’acqua di vegetazione, e coprire nuovamente il tutto con l’aceto precedentemente usato per i peperoncini. In questo modo l’aceto cederà un po’ di piccante alla preparazione ma rimarrà contenuto. (Nel caso non si disponga di aceto dei peperoncini, usare aceto di vino bianco e in fase di preparazione aggiungere un po’ di peperoncino in polvere a piacere, fino ad ottenere il grado di piccante desiderato.
Lasciar riposare per altre 24 ore coperto.

Mettere in ammollo i funghi porcini secchi e sciacquarli molto bene, poi passarli in padella con poco olio e cuocerli un po’ aggiungendo parte dell’acqua di ammollo ben filtrata. Alla fine devono essere cotti ma non disfatti e devono aver assorbito quasi tutto il loro sugo.

Prima di tritare il tutto, occorre : denocciolare le olive, scolare le acciughe dall’olio, e strizzare con le mani molto bene le verdure per eliminare il massimo dell’aceto.

Mettere tutti gli ingredienti in un robot da cucina, se occorre in diverse volte, dipende da quante verdure avrete usato.
Io ho il Bimby e per sminuzzare le verdure l’ho fatto in 2 volte, poi alla fine ho unito tutto insieme per un ultimo giro e per aggiungere circa 1 bicchiere di olio che va mescolato al composto.

Invasare in vasetti ben puliti e asciutti, fino ad un dito sotto il bordo, avendo cura di battere il vasetto sul fondo in modo da evitare le bolle d’aria il più possibile. Livellare bene con l’aiuto di un cucchiaino, coprire con un po’ d’olio, almeno 1 cm. Dobbiamo fare attenzione che sia tutto ben coperto. 



L’olio serve per isolare le verdure dall’aria e conservare. Non ci sono rischi di botulino perché il passaggio nell’aceto ha abbassato il pH in modo tale da impedirne lo sviluppo e anche l'aggiunta di olio mescolato al composto aiuta a non avere sacche d'aria.

Possiamo usare la salsa ottenuta per condire dei golosi crostini per l’aperitivo, oppure sarà perfetta per accompagnare il famoso Bollito di carni miste, tanto apprezzato da noi in Piemonte.

PEPERONCINI FARCITI SOTTOLIO

Adoriamo i peperoncini farciti, ma in casa nostra amiamo soprattutto quelli con acciughe e capperi, naturalmente ben ripieni.

Io non li cuocio, li faccio a crudo, è facile e richiede solo un po’ di tempo per la marinatura.



Ingredienti: (le quantità varieranno in funzione di quanti peperoncini farcirete)

Peperoncini tondi, sodi e ben maturi (io ne ho fatti circa mezzo kg)
acciughe in filetti sottolio (almeno un paio di filetti per peperoncino, quindi abbondanti)
Aceto bianco q.b. ma almeno 1 litro
sale grosso integrale (1 cucchiaio per litro di aceto ca.)
capperi dissalati o sottaceto a piacere
Olio EVO q.b.

Procedimento:

Infilare dei guanti di lattice e pulire bene i peperoncini, tagliare la sommità con un coltellino affilato, poi con l’aiuto di un cucchiaino dal bordo sottile, togliere tutti i semini da dentro ed eliminare tutti i filamenti bianchi, se si desiderano peperoncini poco piccanti, oppure lasciarne alcuni a piacere, questo regolerà un po’ il piccante.

Mettere i peperoncini in una terrina e coprirli di aceto bianco e sale, facendo attenzione che siano tutti ben immersi e senza bolle d’aria all’interno. Coprire il contenitore e aspettare 24 ore.

Mettere su un piano di lavoro un paio di strati di asciuga piatti (meglio usare cotone e non carta da cucina) posarci sopra i peperoncini scolati con la parte convessa verso l’alto, coprire il tutto con un altro canovaccio e lasciare scolare per almeno una notte, ma anche 24 ore.

Prepararsi a farcire: dissalare in acqua i capperi (almeno un paio per peperoncino) passarli velocemente nell’aceto che abbiamo usato per i peperoncini, scolarli e metterli da parte
Sgocciolare i filetti dall’olio di conserva e metterli in un piatto

Montaggio, prendere un paio di capperi, avvolgerli con uno o 2 filetti di acciuga (dipende dal diametro dei peperoncini) cercando di riempirli abbastanza, servire peperoncini semi vuoti è tristissimo, quindi meglio abbondare con i capperi per non dover usare troppe acciughe.

Posare i peperoncini su un piatto man mano che si riempiono, fino ad esaurimento.

Mettere un po' d'olio Evo in una coppetta

Posare i peperoncini nei barattoli uno ad uno passandoli prima dalla coppetta per fargli in un bagno d’olio EVO, questo serve per evitare che rimangano bolle d’aria dentro. 
Posizionare i peperoncini nei barattoli ruotandoli man mano, in genere uno va sul fondo e gli altri si mettono intorno rivolti verso il vetro. Riempire i barattoli premendoli bene, in modo da ridurre il più possibile gli spazi. Coprire il tutto di Olio EVO, i peperoncini devono rimanere ben sommersi. Aspettare a chiudere i barattoli per un paio di ore, controllando, prima di chiudere, che il livello dell’olio non sia sceso, nel qual caso integrare olio e chiudere i barattoli.

Si conservano benissimo per almeno 8 mesi un anno, man mano che il tempo passa tenderanno ad ammorbidirsi, ma il fatto di usare peperoncini crudi serve proprio per evitare che questo avvenga troppo velocemente.
Una volta consumati i peperoncini l’olio di conserva si può usare per cucinare,  niente va sprecato, non usate quindi olio di semi o di bassa qualità perché rovinerete solo il vostro lavoro.
L’aceto della macerazione, si può riutilizzare, quindi conservatelo per la prossima preparazione, ho fatto la bomba calabra 2.0, ricetta a venire molto presto.




lunedì 19 settembre 2016

CREMA DI RICOTTA ALLA POLPA DI GRANCHIO

Volete una crema stuzzicante e sana da accompagnare a verdure crude o a crostini per l'aperitivo? Allora questa ricetta è quello che fa per voi.

Nasce da una versione più articolata che trovate qui  ma in questo caso l'ho semplificata molto, resa più sana, ed è comunque veramente sfiziosa.

Ingredienti per  più di mezza tazza

125 gr. di ricotta di pecora (ben scolata)
1 scatola di polpa di granchio sgocciolata e strizzata
1 piccolo cipollotto con la parte verde
1 peperoncino Thai privato di semi
1/2 cucchiaino di sale (o a piacere)
il succo di 1/2 limone





Procedimento:

Mettere tutti gli ingredienti in un robot da cucina e azionarlo fino a che si formi una bella crema, assaggiare regolare eventualmente di sale e di limone ed è pronto.

Note:

  • Raddoppiando le dosi (usando una confezione intera di ricotta da 250 gr) otterrete un grosso barattolo da marmellata pieno + almeno un paio di cucchiaiate, si conserva bene in frigorifero per almeno 3 gg. 
  • In confronto alla ricetta iniziale, ho usato la ricotta di pecora che è più digeribile di quella di mucca, e va benissimo per sostituire il Philadelphia che non è il massimo per la salute.
  • Se proprio non trovate la polpa di granchio potrete usare del surimi al granchio ma se avete problemi di glutine meglio evitare, anche il surimi non è il massimo
  • Il peperoncino Thai è ottimo, ma in alternativa potete usare anche del peperoncino macinato.  Io compro i peperoncini Thai dal mio fornitore di cibi esotici e li congelo in un sacchetto gelo, quando me ne serve uno lo prendo, lo incido, elimino i semi con un coltellino e lo uso subito, senza farlo scongelare, in genere sono lunghi circa 4 o 5 cm.

venerdì 16 settembre 2016

INVOLTINI DI LATTUGA CON POLLO AL CURRY E SALSA TEX MEX

Questa è una ricetta che faccio sovente, leggera, dietetica, saporita, e molto soddisfacente, in pratica comfort food.



Per fare gli involtini occorrono:

- delle belle foglie di lattuga, io uso la lattuga romana, lavata e asciugata con un canovaccio
- carne cotta ai ferri, o saltata in padella, vanno bene anche avanzi di grigliata, ma col pollo al curry è delizioso
- salsa tex mex

Procedimento:

Prima di tutto prepariamo la salsa, che contrariamente a quanto sembra non ha niente a che vedere con la salsa di pomodoro

Ingredienti
Un bel mazzo di prezzemolo fresco o se vi piace di coriandolo (o lo odio)
2 cipollotti freschi con la parte verde
2 pomodori sodi da tagliare a dadini piccoli
sale 
il succo di un bel limone
1 peperoncino piccante fresco o peperoncino in polvere a piacere 
facoltativo 1/2 avocado morbido tagliato a tocchetti
(Non si usa olio per fare la salsa tex mex)

Tritare finemente il prezzemolo, tagliare i pomodori a dadini, affettare finemente il cipollotto compresa la parte verde, mettere tutto insieme in una terrina, salare e condire col succo di limone e il peperoncino piccante.  Mettere da parte e lasciar amalgamare in frigorifero.

Preparariamo il pollo:

Ingredienti:
1 petto di pollo a dadini, o dello spezzatino di pollo senza pelle
1 cucchiaio di olio EVO oppure del brodo vegetale se volete la versione senza grassi
curry in polvere o in pasta a piacere
sale q.b.
brodo vegetale q.b. per finire la cottura

Saltare i bocconcini di pollo in padella con l'olio o con poco brodo, aggiungere il curry, salare e unire brodo sufficiente per finire la cottura del pollo senza lasciarlo brodoso.

Montaggio:

Accavallare un paio di foglie di lattuga per aumentare la superficie
Mettere un po' di carne (magari tagliata ancora un pochino) sulle foglie di lattuga
Condire con una cucchiaiata di salsa
Arrotolare e mangiare

Varianti:

- Come detto sopra la carne può variare a piacere, io uso anche avanzi di grigliata, tipo le costolette, che disosso eliminando eventuali parti grasse.
- Gli ingredienti essenziali della salsa sono prezzemolo, peperoncino e cipollotto, facoltativi pomodoro, peperone, avocado e la vostra fantasia, ci sta bene anche lo zenzero
- Per la lattuga vanno bene tutte le varietà a foglia grande che possano essere arrotolate. 
- La salsa si conserva in frigorifero almeno 3 gg in un barattolo di vetro ben chiuso, oppure più a lungo se la si fa la versione latto fermentata  

Note: per chi segue la FMD, la salsa tex mex è una manna, in quanto è un condimento molto gradevole, è adatta alla F1 e F3 se fatta con i pomodori, e alla F2 se fatta con i peperoni rossi al posto del pomodoro



domenica 11 settembre 2016

TORTA CAPRESE

La torta caprese è un dolce senza glutine ma moooolto goloso. In rete ci sono moltissime varianti, io dopo averne provate alcune sono arrivata a questa versione che  veramente molto piacevole.





Ingredienti per una torta per circa 10 - 12 persone

300 gr di mandorle spellate o in alternativa di farina di mandorle (io ho usato la farina)
170 gr. di zucchero di cocco (ha un indice glicemico più basso dello zucchero normale)
200 gr. di burro
200 gr. di cioccolato fondente al 70% di cacao
30 gr. di cacao amaro (contribuisce a sostenere la torta)
5 uova intere bio
1 pizzico di sale

mezzo cucchiaino di vaniglia naturale in polvere (fa molta differenza, non usare vanillina)
1/2 cucchiaino di lievito per dolci 

Attrezzatura:

un robot da cucina o un frullatore
una teglia da 30 cm di diametro foderata di carta forno

Procedimento:

Fondere il burro con il cioccolato a bassa temperatura, e lasciarlo intiepidire

Montare le uova con lo zucchero e il pizzico di sale fino a renderle spumose,
In una terrina o nel boccale del robot mettere la farina di mandorle o, se usate le mandorle intere, frullate almeno grossolanamente le mandorle (dipende se volete sentire qualche pezzetto sotto i denti o meno), aggiungere il pizzico di lievito, la vaniglia, il cacao, il burro fuso  con il cioccolato e frullare per amalgamare,   unire le uova con lo zucchero, incorporare bene.  Si ottiene un composto denso, travasarlo in una teglia imburrata o rivestita di carta forno bagnata e ben strizzata.  Livellare con una spatola bagnata e infornare a 180 gradi per circa 40 - 45 minuti (dipende dal vostro forno).  E pronto quando facendo la prova stecchino al centro della torta esce asciutto.

Sfornare, lasciare intiepidire prima di sformare, togliere la carta forno e mettere sul piatto da portata.
Quando sarà completamente fredda, spolverare con zucchero a velo (facoltativo)


Nota: ricordate di livellare la torta, io non l'ho fatto e si vede!



sabato 10 settembre 2016

BACI DI DAMA SALATI SENZA GLUTINE

Mi piacciono molto i baci di dama, sia nella versione dolce che salata, ma, non li ho più fatti visto che devo stare alla larga dal glutine. Con questa ricetta credo di aver risolto il problema.

Si chiamano Baci perché sono biscottini che si usano accoppiati, nella versione dolce sono incollati tra di loro con una crema al cioccolato in genere.  Nella versione salata, la farcia può variare a piacimento, io li ho fatti con gorgonzola al mascarpone.



Ingredienti per una trentina di baci belli grossi - cioè 60 pezzi
(se li fate più piccoli ne possono venire almeno 40 o più)

150 gr di burro freddo
120 gr di mandorle tritate o di farina di mandorle (dipende se si preferisce sentirle o meno sotto i denti) In alternativa si può usare farina di nocciole o un mix delle due
120 gr. di farina di riso
120 gr. di parmigiano reggiano
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaio di brandi
2 cucchiai ca. di acqua

Per  la crema gorgonzola mascarpone

125 gr ca. di mascarpone
250 gr ca. di gorgonzola, dolce o piccante (dipende dai gusti), oppure di altro formaggio erborinato tipo il Bergader o il roquefort tirato fuori dal frigo almeno 20 minuti prima di usarla.

Procedimento:

Mettere in un robot da cucina la farina di mandorle con il burro freddo a pezzi, aggiungere la farina di riso e il parmigiano e frullare per mescolare bene gli ingredienti, aggiungere il sale, il brandy, e 1 cucchiaio di acqua, frullare nuovamente, io composto deve iniziare a compattarsi, se occorre aggiungere anche il secondo cucchiaio di acqua.
Togliere il composto dal robot, e con le mani creare delle palline della dimensione di una grossa nocciola, cercando di farle il più regolari possibile. Cercare di non eccedere nelle dimensioni visto che si tratta comunque di biscotti accoppiati.
Una volta pronte le palline, allinearle su una teglia rivestita di carta forno, e infornarle a 160° per 15-20 minuti, dipende dal forno, devono iniziare appena a colorare, ma essere ancora chiari.
Sfornarli e lasciarli raffreddare.

Nel frattempo preparare la crema al gorgonzola, mescolando gorgonzola a pezzetti con il mascarpone, usando una forchetta, occorre mescolare abbastanza, ma senza eccedere, dei grumi di gorgonzola sono graditi.

Prendere in mano un bacio e applicare un cucchiaino abbondante di composto sulla parte appiattita del biscotto, accoppiarlo ad un secondo biscotto e posarlo su un piatto da portata.
Procedere fino alla fine dei biscotti.

Si conservano in frigorifero coperti per un paio di giorni, ma data la presenza di mascarpone è opportuno consumarli velocemente.  Comunque si possono fare senza problemi il giorno prima.




mercoledì 7 settembre 2016

BOMBA CALABRA - la mia versione personalizzata

La bomba calabra, da quello che ho letto, è una ricetta che è nata in seguito alla fama della famosissima anduja, pare per accontentare i turisti.  Non so fino a che punto questo sia vero, ma la ricetta risale comunque già alle nonne, e ogni famiglia ha una sua versione.  Quello che le accomuna tutte è che si tratta di una salsa piccante (da piccante a piccantissima in funzione delle ricette).

L'avevo assaggiata qualche anno fa, fatta da una mia conoscente, e l'avevo apprezzata parecchio, ma non ho la sua ricetta, quindi mi sono ingegnata a modo mio.

Ho approfittato della disponibilità di bellissime melanzane bio a km 0, che abbondano nell'orto del mio fornitore di fiducia.



Ingredienti per 4 - 5 barattolini (comunque le dosi sono variabili e personalizzabili)

3 peperoni gialli quadrati (senza parti verdi)
3 melanzane medie non sbucciate
1/2 barattolo di pomodori secchi sottolio
una grossa manciata di capperi sotto sale (risciacquati e passati velocemente nell'aceto)
una decina di filetti di acciuga (*)
2 peperoncini piccanti (io ho usato 2 peperoncini Thai piccoli e secchi)
sale q.b.
olio EVO (circa un bicchiere scarso) + altro per i barattoli
sale grosso q.b.
aceto di vino bianco circa 1 litro
1 grosso pizzico di origano
Facoltativi un paio di spicchi di aglio (io non li posso usare perché sono allergica)
Facoltativo altro peperoncino in polvere

Procedimento:

Lavare melanzane e peperoni e tagliare le prime a fette di circa un cm. e successivamente a bastoncini. Tagliare anche i peperoni a lamelle di circa 1 - 2 cm. Se usate peperoncino fresco, va aggiunto anche questo alle verdure.
Mettere entrambi in un colapasta spolverando il tutto di sale grosso man mano.
Coprire con un piattino e posarci sopra un peso. Posare il colapasta in un altro contenitore dove raccogliere l'acqua di vegetazione e attendere 24 ore.
Trascorso il tempo, senza sciacquare la verdura, travasarla in una terrina e coprire il tutto di aceto, mettere un coperchio e lasciar riposare altre 24 ore.

Riprendere le verdure, strizzarle bene con le mani e metterle in un robot da cucina, io ho usato il bimby, aggiungere l'origano, l'aglio se lo usate, i capperi, i filetti di acciuga, i pomodori secchi e il peperoncino e frullare il tutto per disfare il composto. Rimarrà comunque granuloso, è normale. Volendo è anche possibile aggiungere delle olive verdi snocciolate a questo punto.
Aggiungere il bicchiere di olio frullando, regolare di sale se occorre e regolare di peperoncino a piacere. 
Invasare in barattoli ben puliti e sterilizzati, cercando di evitare bolle d'aria, lasciare un dito di spazio sotto il coperchio e coprire con un bello strato di olio evo che sigillerà il tutto.
Lasciare i barattoli aperti per un paio d'ore per verificare e se occorre rabboccare olio, quindi chiudere i barattoli, etichettarli e metterli in dispensa.

Si conserveranno per almeno 6 mesi, non ci sono rischi visto che si tratta di un prodotto abbastanza acido, l'importante è che l'olio copra bene la salsa per impedire all'aria di passare.

Si usa per esempio ad un aperitivo su dei crostini, ma può anche essere aggiunto ad altre preparazioni, per esempio per aromatizzare un sugo per la pasta.



(*) in questa ricetta è anche possibile usare dei filetti di acciuga precedentemente messi con il bagnetto verde, in particolare quelli che iniziano leggermente a seccare e che non sono più presentabili in tavola ma sono ancora ottimi da mangiare.

Nota: il bicchiere circa di olio serve anche per ridurre la possibilità di bolle all'interno dei barattoli e per addolcire il tutto.

martedì 6 settembre 2016

GINGER ALE HOMEMADE

Il Ginger Ale (birra di zenzero) è una bibita gassata che si beve soprattutto nei paesi anglosassoni, a me piace parecchio, ma ormai la versione industriale è solo acqua, aromi, gas carbonato e un sacco di zucchero.
Da qui la mia ricerca per una ricetta homemade visto che non richiede poi chissà cosa.

In rete si trovano parecchie versioni, più o meno fermentate, più o meno ricche di zucchero, ho quindi deciso di buttarmi sulla sperimentazione scegliendo gli ingredienti io.



Atrezzatura necessaria:

1 bottiglia tipo coca cola, da 1,5 litri
(E' essenziale usare una bottiglia di cola perché sono  più spesse e anche il tappo è più robusto, dobbiamo considerare che si creerà parecchia anidride carbonica con la fermentazione.)
Un boccale  capiente (tipo misurino grande)
imbuto
colino
1 bottiglia a scelta con un buon tappo per la conservazione (va bene anche una normale bottiglia di plastica da 1 litro e mezzo, tanto non sarà piena)

Ingredienti:

90 gr di Zucchero di cocco, in alternativa zucchero di canna o anche zucchero bianco (questa è la dose minima, è possibile aumentare fino a raddoppiare la dose di zucchero, se si vuole un prodotto più dolce)
1 limone biologico piccolo (spremuto)
1 gr di lievito di birra secco (io uso quello di Lidl)
3 cucchiai di polpa grattugiata di zenzero biologico (30 gr. ca.) non serve sbucciarlo, basta lavarlo
Acqua minerale o microfiltrata  NON gassata, un po’ meno di 1,5 litri

Procedimento:

Mettere in un boccale  lo zucchero con una parte di acqua per farlo sciogliere.
Ttritare lo zenzero finemente con una grattugia, io uso una Microplane come questa.
Aggiungere lo zenzero grattugiato, il lievito, il succo del limone spremuto,  mescolare  e versare il tutto nella bottiglia con l'imbuto.


Integrare acqua q.b. fino a un centimetro circa sopra il livello dell’etichetta della bottiglia. 
Tappare molto bene, agitare la bottiglia e lasciarla riposare fuori frigo, tra 24 e 48 ore, in funzione della temperatura ambiente. Sarà pronto quando la bottiglia risulterà durissima al tatto, in quanto piena di gas (a me sono bastate 24 ore ma adesso fa ancora parecchio caldo) 
Ho notato che la fermentazione era avvenuta perché oltre ad avere una bottiglia molto dura, anche il tappo risultava leggermente bombato, segno di abbondante fermentazione.  Questo è il motivo per cui si usa una bottiglia da litro e mezzo ma la si riempie solo poco oltre il livello dell'etichetta, occorre lasciare spazio per il gas che si formerà.

Una volta fermentata, mettere la bottiglia in frigorifero per almeno una notte, è essenziale, se si vuole evitare che il prodotto esploda quando si apre la bottiglia (effetto bottiglia della coca cola agitata per capirci).
Una volta raffreddata, aprire gradatamente la bottiglia sul lavandino, sgasandola progressivamente, farà parecchia schiuma e ci metterete almeno un paio di minuti a far sgasare prima di poter aprire, filtrare il prodotto ottenuto per eliminare le particelle di zenzero in sospensione e rimettere in frigorifero, è pronto da bere.

Fatta in questo modo la Ginger Ale risulterà leggermente gassata, ma non troppo, il grosso del gas va via quando si apre la bottiglia e la si filtra. 
Il colore ottenuto è dovuto al tipo di zucchero usato, utilizzando uno zucchero più chiaro si ottiene una bevanda più chiara. E' normale che sia torbida, per avere un prodotto trasparente occorre fare una seconda fermentazione in bottiglia (come per la birra)
Con 90 gr. di zucchero, si ottiene un prodotto appena lievemente dolce, il lievito si mangia quasi tutto lo zucchero durante la fermentazione, quindi non abbiamo a che fare con una bevanda molto dolce, in compenso sarà abbastanza piccantina.



Probabilmente aggiungere una piccola dose di zucchero direttamente nella bottiglia di prodotto filtrato, dovrebbe far ripartire la fermentazione e rendere il prodotto più gassato, ma non ho ancora sperimentato.  
Prossimamente, mio marito farà questa sperimentazione usando il contenitore che usa per farsi la birra in casa. In questo caso una volta spillata sarà imbottigliata e li, metteremo una piccola dose di zucchero, 1 cucchiaino raso, lo stesso procedimento che si usa per la birra normale.  Ma per adesso siamo ancora nelle ipotesi, dobbiamo fare la sperimentazione.

Sempre per sperimentare, una volta filtrato il tutto, visto che lo zenzero era ancora parecchio piccantino, ho avviato una seconda produzione, riciclando lo zenzero del primo utilizzo, usando una nuova dose di zucchero (in questo caso zucchero bianco), usando un nuovo limone, ma senza mettere altro lievito, spero che quello residuo nella polpa di zenzero e nella bottiglia sia sufficiente per far ripartire la fermentazione. Aggiornamento fra un paio di gg.

Aggiornamento dopo la seconda produzione fatta come spiegato sopra, riciclando lo zenzero e usando zucchero bianco:  la fementazione è avvenuta naturalmente, senza aggiungere lievito, il sapore di zenzero era meno piccante anche se comunque ben presente, diciamo più simile alla bibita industriale, anche se comuque più aromatico.  L'uso di zucchero bianco a dato un prodotto lievemente più dolce (di poco) ma con un aroma meno vario. Il colore è naturalmente più chiaro.
In conclusione: personalmente preferisco usare zucchero di cocco o zucchero muscovado, mi piace di più l'aroma finale, ma io amo i sapori marcati, per chi preferisce una bevanda più dolce e meno piccante, direi che usare zucchero bianco e ridurre la dose iniziare di zenzero potrebbe essere una buona idea.
Volendo avviare una produzione a rotazione, credo che una volta filtrato il prodotto, si può rimettere lo zenzero vecchio, aggiugere eventualmente poco zenzero nuovo, rimettere la dose di zucchero iniziale, l'acqua, il succo di limone e rimettere in fermentazione. La bibita fatta va in frigo, quella in fermentazione fuori frigo per 24 ore circa (dipende dalla temperatura) probabilmente, ogni tanto occorrerà integrare un pizzico di lievito ma non sono ancora in grado di dire dopo quante ripetizioni di produzione.